Il respiro della preghiera
- Elpidio Pezzella

- 1 ora fa
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Ascolta la voce delle mie suppliche quando grido a te, quando alzo le mani verso la tua santa dimora.
Salmi 28:2

Solo chi non ha mai speso dei minuti ai piedi del Signore avrà difficoltà a comprendere di cosa parliamo oggi e della forza che da ciò può derivare. Il consiglio ricevuto negli anni è sempre stato che per imparare a pregare, anziché leggere libri, occorre praticare la preghiera così da acquisire confidenza e conoscenza. Non è sufficiente la teoria di altri, ma la pratica dell’essere credenti concreti. Un discepolo si riconosce quando si adopera a praticare quanto appreso dal suo mentore, e dai maestri che lo circondano. Charles H. Spurgeon in una lezione sulla preghiera affermava: “Temo che, chi più chi meno, abbiamo tutti bisogno di un accurato esame di coscienza a questo riguardo. Se qualcuno di voi studenti avesse il coraggio di dire che prega quanto dovrebbe, avrei seri motivi di dubitare della sua affermazione. Ricordiamoci che il segreto di un ministero efficace consiste nel primato del tempo trascorso presso il trono della grazia”. Se esaminiamo la nostra vita, credo nessuno abbia tanta presunzione da affermare di trascorrere tempo sufficiente in preghiera. Come si fa a sapere quanto tempo è necessario pregare? Spurgeon nella sua lezione aggiungeva che un discepolo “anche se non sarà continuamente assorto in preghiera, egli vivrà costantemente in uno spirito di preghiera”. È l’attitudine quella che conta.
Sono tra chi non ritiene la “preghiera” un rituale o un esercizio mnemonico da recitare all’occorrenza. La considero invece un’attitudine del credente alla ricerca continua della guida del Signore. Mi piace condurre la mia persona nella Sua ombra, ove zittire tutte le voci esterne e porre attenzione al dolce sussurro della Sua amorevole voce. Oscar Cullmann scriveva che “per pregare ci vuole anche, anzi soprattutto, coraggio e questo coraggio, spesso, ci manca”. Ed è vero. Alcune volte non abbiamo il coraggio di tagliare con le cose che sono una perdita di tempo e dedicarci a ciò che ci fa bene. Nel libro dei Salmi, la raccolta di orazioni per eccellenza, notiamo alcune forme di preghiera: il lamento o grido di aiuto e il ringraziamento e la lode. Poi ce n’è una più intima, senza domande o esplicite espressioni di lode, senza parole pronunciate: è la preghiera silenziosa, fatta di tranquillità e fiducia come trapela dal Salmo 28 appunto. Una tranquilla comunione con Dio si può trovare anche senza l’uso delle parole. Un altro salmo la rappresenta con una scena cara a tutti, quella di un bimbo tra le braccia della madre, appoggiato sicuramente sul suo seno: “In verità l’anima mia è calma e tranquilla. Come un bimbo divezzato sul seno di sua madre, così è tranquilla in me l’anima mia” (Salmo 131:2).
Come un bambino soddisfatto che ha smesso di piangere e si lascia andare nelle braccia della madre, così può “stare la mia anima” nella presenza divina. Proprio in quell’abbraccio ti accorgi che non hai bisogno di parole, e forse neanche di pensieri. La preghiera è capace di aiutarci durante quei momenti in cui ci sentiamo come i discepoli desiderosi di quiete, ma che devono fare inaspettatamente i conti con la tumultuosa pressione dei loro pensieri quando la tempesta colpisce improvvisamente la loro barca sul mare di Galilea. Cristo è sulla barca con noi, pronto a venire in nostro aiuto. Solo la preghiera ci aiuta a scoprirlo. Forse stai vivendo un periodo buio della tua vita, una grande tempesta imperversa sulle tue giornate. Fraternamente t’invito a tornare quel bambino sul seno della mamma, al suo gesto semplice e infinitamente dolce e la tua anima conoscerà una calma soprannaturale. Più di qualcuno ha definito la preghiera il respiro dell’anima, che travalica ogni forma liturgica e dottrina. Uno strumento semplice e a portata di tutti. Anche se le mani sono vuote, con la preghiera hai qualcosa da offrire. Uniamoci al salmista: “La mia preghiera sia in tua presenza come l'incenso, l'elevazione delle mie mani come il sacrificio della sera” (Salmo 141:2). Lascia respirare l’anima tua!
Piano di lettura settimanale
della Bibbia n. 37
07 settembre Proverbi 1-2; 1Corinti 16
08 settembre Proverbi 3-5; 2Corinti 1
09 settembre Proverbi 6-7; 2Corinti 2
10 settembre Proverbi 8-9; 2Corinti 3
11 settembre Proverbi 10-12; 2Corinti 4
12 settembre Proverbi 13-15; 2Corinti 5
13 settembre Proverbi 16-18; 2Corinti 6




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