Per la durezza del cuore

Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha dato quella norma.
Marco 10:5

Quella dell’evangelo di Marco è una pericope con tre incontri: le folle, i farisei e i discepoli. Dopo aver introdotto Gesù in movimento, impegnato con le folle a insegnare, ci chiama ad annotare la domanda dei farisei. Si passa da un insegnamento di massa a uno più specifico, anche se ci viene riferito un dettaglio decisivo: lo interrogavano “per metterlo alla prova” (v. 2). I farisei non vogliono comprendere la volontà di Dio, hanno già deciso come vogliono vivere. Sono lì solo alla ricerca di un versetto che approvi il loro pensiero e li autorizzi a proseguire. Le parole di Gesù spostano il focus dal matrimonio al cuore, e sono animate da un’indignazione che Marco ci ha già mostrato quando, nella sinagoga, guarda i farisei con ira, rattristato per la durezza del loro cuore. Quella durezza va condannata senza sconti. Ma nello stesso tempo rattrista, perché appare umanamente senza rimedio. Se una mano paralizzata si può guarire con un comando, un cuore indurito no. Quando la sorgente si fa pietra, non genera più vita. Genera solo veleno (Marco 7:21-22). I farisei non stanno violando la Bibbia. La stanno usando. Lo fanno in tre modi, che sono ricorrenti ancora oggi.
Innanzitutto trasformano una concessione in un principio. In Deuteronomio 24 Mosè non comandava il divorzio, regolava una pratica già esistente unicamente per proteggere la donna. Era un argine per contenere la durezza, non l’ideale di Dio. Loro invece lo fanno diventare dottrina: “Se Mosè lo ha permesso, allora è volontà di Dio”. Poi isolano un versetto dalla grande storia, citando Mosè, che è a metà della storia. Ma Gesù li riporta al principio, alla Genesi. “Al principio non era così”. Riceviamo un principio ermeneutico fondamentale: non puoi capire il cuore di Dio partendo dalla caduta. Devi partire dalla creazione. Un cuore duro legge la Bibbia al contrario: parte dalla propria ferita, dal proprio fallimento, dalla propria cultura, e risale cercando scuse. Un cuore tenero parte dal disegno del Padre e scende nella propria vita per allinearla. Infine, usano la lettera per tradire lo spirito della lettera. Tecnicamente hanno ragione: quel versetto esiste. Ma usano la lettera della legge per uccidere il cuore della legge, che era alleanza, fedeltà., proprio come scriverà Paolo (2 Corinzi 3:6). Si tratta di un pericolo ricorrente, purtroppo.
Il vero problema non è la norma. Gesù è netto: “Per la durezza del vostro cuore”. La sclerocardia è il rifiuto ostinato di credere alle promesse di Dio, di lasciarsi amare. Corrompe i sentimenti: scambia per amore la gelosia ossessiva, violenza cieca, possesso opprimente. È il frutto di un cuore incapace di amare perché incapace di ricevere amore. Nessuno di noi è immune. Ognuno ha zone segrete dove non è ancora stata piantata la croce, ed è lì che possiamo cadere nell’inganno dei farisei. Prendiamo ciò che Dio ha tollerato per la nostra durezza e lo trasformiamo in dottrina per difenderla. Usiamo persino la Bibbia per costruire dighe intorno al nostro cuore. Ma Gesù non ci dà regole migliori per gestire la durezza. Ci promette un cuore nuovo (Ezechiele 36:26). Solo un cuore tenero può tornare al disegno. Finché resta duro, la Bibbia resta un codice di permessi. Marco chiude con un cambio di scena (v. 10). Fuori i farisei. Dentro, in casa, i discepoli, che chiedono per capire, portano la propria durezza alla Parola. L’ascoltatore occasionale usa questo brano per discutere. Il discepolo lo porta nell’intimità con Gesù, e dice: “Signore, il mio cuore è ancora duro. Riportami al tuo principio”. I farisei se ne vanno con una risposta che li condanna. I discepoli restano in casa con una risposta che li trasforma. Scegli dove essere.
Piano di lettura settimanale
della Bibbia n. 42
12 ottobre Isaia 39-40; Colossesi 4
13 ottobre Isaia 41-42; 1 Tessalonicesi 1
14 ottobre Isaia 43-44; 1 Tessalonicesi 2
15 ottobre Isaia 45-46; 1 Tessalonicesi 3
16 ottobre Isaia 47-49; 1 Tessalonicesi 4
17 ottobre Isaia 50-52; 1 Tessalonicesi 5
18 ottobre Isaia 53-55; 2 Tessalonicesi 1


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