• Elpidio Pezzella

Salviamo la Terra

Dal 22 aprile del 1970 la "giornata della Terra" sottolinea la necessità della conservazione delle risorse naturali, offrendo un'occasione per valutare le problematiche del nostro pianeta, crescenti (ahimè) a vista d'occhio, basta guardare al clima, diretta conseguenza dell'inquinamento e della distruzione degli ecosistemi. La Giornata della Terra (Earth Day) è divenuta ormai soprattutto un avvenimento educativo ed informativo, arrivando a coinvolgere oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Affermazione della “Green Generation”, che guarda ad un futuro libero dall’energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.

Come cittadino e cristiano, sono da sempre un DIFENSORE dell'ambiente e mi sforzo costantemente di limitare al minimo i consumi dannosi, ponendo ATTENZIONE a tutte le soluzioni che permettano di ridurre gli effetti negativi delle attività dell'uomo. Al primo uomo, e a noi con lui, è stata affidata la custodia del Creato. I dati dimostrano come abbiamo finora fallito tutti assieme. Nello stesso tempo e in maniera complementare, mi rattrista annotare e sottolineare come la crescente MALVAGITÀ delle prime pagine del Genesi sta divorando e mietendo milioni di vite anche oggi dall'interno come un verme. Al tempo di Noè era tale da far decidere a Dio di distruggere tutto e tutti.


Ogni cristiano dovrebbe sentirsi custode del creato, raccogliendo il mandato affidato a Adamo (Genesi 2:15) e interrogandosi sul perché sia stato posto "sull'opera delle Sue mani" (Salmo 8:7). Al pari del primo uomo invece tradiamo il Creatore e non ci accorgiamo di nuocere direttamente a noi stessi e ai nostri cari. Non possiamo dire di amare Dio e distruggere quel che Egli ha reputato dall'inizio "buono". Se non riusciamo a limitare il consumo delle plastiche, possiamo comunque adoperarci al riciclo. Non lasciamoci condizionare dalle nefandezze distruttive praticate da certi governanti che rompono quell’alleanza tra essere umano e ambiente, che dovrebbe essere specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino. Non nascondiamoci dietro al vile "ci devono pensare loro". Proviamo piuttosto a guardarci attorno e a porre attenzione sulle cose che usiamo, scegliendo sempre quel che reca il danno minore. Facciamolo anche per chi verrà dopo di noi.


Se è giusto e urgente difendere il pianeta, è altresì giusto e URGENTISSIMO difendere l'umanità. Se condanniamo ogni forma di inquinamento ambientale, dovremmo condannare anche quelle sentimentali, relazionali, sociali, locali e internazionali, comunitarie e intercomunitarie, personali e familiari, private e pubbliche. Non vorrei cadere in sterile retorica propagandistica, non serve a nessuno. Qui c'è gente che muore ogni giorno per le malattie da inquinamento, ma ce n'è altrettanta che muore per follia, odio e vendetta, incuria e menefreghismo, egoismo e indifferenza. Qualcuno ha detto che fatta l'Italia bisognava fare gli italiani (M. D'Azeglio). Allora io oso segnalare che per salvare la terra dovremmo salvare l'umanità, proprio come Giovanni (3:16) descriveva l'agire divino: "ha tanto amato il mondo (l'umanità) da donare (mandare) il Suo Unigenito figlio affinché chiunque creda in Lui non perisca...".


La giornata mondiale della Terra è dedicata quest'anno a “Investire nel nostro Pianeta”. Quest’anno ci ricorda che la finanza privata è probabilmente il più grande acceleratore dei cambiamenti di cui abbiamo bisogno, tenuto conto anche del complesso quadro energetico all'orizzonte con gli sviluppi della guerra in Ucraina. Una finanza privata che è orientata anche dalle scelte dei singoli cittadini cioè da noi. Il messaggio è uno: salvare il pianeta è un’azione che conviene anche da un punto di vista economico, oltre ogni interesse privatistico. Ecco perché allora sostengo che senza un cambiamento individuale, interiore e mentale, una conversione totale non ci potrà essere salvezza, né spirituale, né terrena. E qui mi permetto di parafrasare un verso dei Vangeli (Matteo 16:26, Marco 8:36): "che serve all'uomo salvare la Terra se poi perde l'anima sua?". Le nostre azioni diranno quale sarà la nostra risposta.




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