Come fanno gli ipocriti
- Elpidio Pezzella

- 1 ora fa
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Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno.
Matteo 6:2b

Che bello il sermone del monte! Un testo che se vissuto appieno ci darebbe un mondo diverso. Tra le tante lezioni di vita, Gesù mette in guardia gli ascoltatori di allora (e i lettori di sempre) dall’atteggiamento di compiere azione unicamente affinché altri vedano e sappiano. Purtroppo è qualcosa che accade anche nella nostra quotidianità. Gesù è lapidario nel dichiarare che non hai bisogno che la gente vede o sappia ogni parte del tuo vivere la fede, se quel che fai è rivolto a Dio, Egli è colui che vede nel segreto: “Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente” (Matteo 6:6). Per tre volte, infatti, echeggia in termini diversi l'espressione “fallo in segreto”:
1. quando aiuti e sostieni economicamente;
2. quando con la preghiera ti rivolgi a Dio;
3. quando con il digiuno cerchi di umiliare il tuo essere.
Per l’elemosina raccomanda di “non far suonare le trombe”; per la preghiera suggerisce di non mettersi in piedi agli angoli delle strade; mentre per il digiuno suggerisce di non sfigurarsi il volto. Quanto avremmo da riflettere su questa tendenza che rende vano il tutto, lasciandoci una ricompensa che fatta di apprezzamenti (si spera) umani.
Inconsapevolmente ciascuno di noi tende alla ricerca dell’ammirazione umana, si appaga all’approvazione altrui. Quando però raccogliamo il beneplacito del passante e perdiamo di vista le opportune motivazioni che dovrebbero muovere la nostra mano e il nostro cuore c’è una distorsione in corso. Se facciamo elemosina è perché abbiamo a cuore di aiutare chi sta nel bisogno, sentiamo la spinta di condividere quel che abbiamo. Se preghiamo Dio, è perché avvertiamo la necessità di parlare con Lui, di ricercare il Suo intervento e la Sua voce per la nostra vita. Se digiuniamo, è perché intendiamo disciplinare il nostro corpo, frenare le nostre passioni, umiliare la carne. Almeno così dovrebbe essere. Le parole di Gesù sono chiare: “la Sua ricompensa sarà pubblica” quando agiamo nel segreto. Si vedrà l’effetto e null’altro. Come accadde alla casa di Obed Edom quando ospitò l’arca dell’Eterno (2Samuele 6:10-11), gli altri non potranno non riconoscere il Suo favore nei nostri riguardi. Non credo però occorra molta fantasia per associare il farlo in pubblico anche con il pubblicare nei social, l’irrefrenabile mania di fotografarsi e inviare nella grande piazza della Rete ogni minima azione. Sarà pur vero che il linguaggio e la comunicazione sono cambiati, ma resta il dato che se cerchiamo “like” abbiamo perso di vista la vera spiritualità.
Oso affermare che in tal caso nel nome di Dio stiamo alimentando il nostro ego. Per essere invece visti da Dio occorre nascondersi, perché Lui vede nel segreto. Quel che vedono tutti a Lui non interessa. Anzi, il Signore ci ha ammonito a tener presente che se ricerchiamo l’approvazione umana quella sarà la nostra unica ricompensa. Raccoglieremo le parole e i commenti di plauso, qualche battito di mani e null’altro. Il più delle volte reazioni formali e neanche sincere, che non apportano nulla all’anima nostra. Dovremmo imparare a dare maggior importanza alla nostra cameretta nascosta, quel profondo oceano dove custodiamo i segreti, ben protetti da ogni tipo di intrusione. Lì possiamo riporre il dolce piacere dell’emozione provata quando gli occhi di chi abbiamo raggiunto hanno sorriso o pianto. Questo vuol dire anche proteggere e tutelare chi riceve, e non renderlo oggetto della nostra benevolenza. Torniamo a coltivare gli angoli segreti, con molta attenzione, ove all’occorrenza possiamo spolverare qualche ricordo da cui attingere il necessario per placare un momento di rabbia o collera. Non possiamo negarlo, se lo vogliamo, siamo capaci di tenere tutti lontani, e custodire le nostre buone azioni gelosamente, consapevoli che Dio tutto conosce e che non ha bisogno delle chiavi per entrare. Non intendo forzare la serratura di alcuno, ma incoraggiarti a riflettere sul perché quelle azioni che meriterebbero di essere poste sotto chiave invece sono sbandierate ai quattro venti.
Piano di lettura settimanale
della Bibbia n. 09
23 febbraio Numeri 5-6; Marco 4:1-20
24 febbraio Numeri 7-8; Marco 4:21-41
25 febbraio Numeri 9-11; Marco 5:1-20
26 febbraio Numeri 12-14; Marco 5:21-43
27 febbraio Numeri 15-16; Marco 6:1-29
28 febbraio Numeri 17-19; Marco 6:30-56
01 marzo Numeri 20-22; Marco 7:1-13




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