Dormire in chiesa
- Elpidio Pezzella

- 8 feb
- Tempo di lettura: 3 min
Un giovane di nome Eutico, che era seduto sul davanzale della finestra, fu colto da un sonno profondo; e, mentre Paolo tirava il suo discorso a lungo, preso dal sonno, cadde dal terzo piano e fu raccolto morto.
Atti 20:9

Qualche tempo fa mi sono piacevolmente imbattuto in una singolare predicazione pronunciata in una data imprecisata da Jonathan Swift (1667-1745), pastore anglicano, poeta e scrittore, noto a tutti per il suo capolavoro letterario i Viaggi di Gulliver. Sono stato innanzitutto catturato dal titolo “un sermone sul dormire in chiesa”, e da appassionato predicatore ho pensato di poter scovare in essa qualche preziosa indicazione. Un vibrante sermone contro l’abitudine, alquanto diffusa al suo tempo, di dormire in chiesa, soprattutto quando il culto aveva luogo il pomeriggio, nell’ora favorevole e conciliatoria alla digestione. Swift prende le mosse dall’episodio di Paolo ed Eutico per mettere a fuoco un empio disinteresse per la predicazione, specialmente da parte di coloro che più ne avrebbero bisogno. Questo sonno omiletico sarebbe accompagnato ai suoi giorni da pensieri indecenti, coltivati nel dormiveglia, e più in generale, la domenica sarebbe divisa tra Dio e le «ingordigie». Ma non tutti dormono, meno male. Anzi, peggio. Infatti chi, resta sveglio, critica il predicatore e la predicazione: il primo sarebbe noioso, un pessimo oratore; la seconda invece scontata, retoricamente debole, indegna del confronto, ad esempio, con la retorica classica.
Swift difende a spada tratta la schiera dei pastori citando 1Corinzi 2:1, dove Paolo spiega le ragioni della sua rinuncia agli artifici oratori. La disavventura di Eutico è posta in relazione a questa scelta dell’apostolo: insomma, chi dorme rifiuta la parola della croce e meriterebbe di rimetterci la pelle. Nulla lo infastidisce e non può trovare alcuna giustificazione come l’addormentarsi, quelli che “vengono in chiesa per dormire”, lasciandosi cullare proprio dal sermone. Costoro poi, incredibilmente, come per incanto, si risvegliano puntualmente alla conclusione. L’indolenza verso la predica non fa altro che favorire l’insorgere dei vizi, ed è sintomo di “un cuore diretto verso le cose del mondo”. Vengono proposti una serie di rimedi. Il primo presenta un suo interesse: il sermone non è un’esibizione retorica e chi lo ascolta dovrebbe considerarlo un’occasione di verifica; il secondo consiste nel tener conto del fatto che non tutti sono oratori brillanti o fini eloquenti e se lo fossero, non sarebbero comunque apprezzati. Poi mette in guardia dal ridicolizzare il prossimo con cui si rischia di offendere non solo il predicatore, ma la stessa fede.
Se la descrizione degli atteggiamenti lascia sconcertati per la sua attualità, Swift non è minimamente sfiorato dal sospetto di un possibile legame tra la dilagante sonnolenza e una qualità della predicazione suscettibile di miglioramento. Anche nella cristianità odierna molti hanno un atteggiamento evasivo dal culto con le scuse che svariano su più fronti, dagli acciacchi personali all’inospitalità del locale di culto. Quello domenicale è il culto principale, dedicato a onorare il Signore e a ricercare la sua Parola appunto. Sono certo che ciascuno avrà modo di trovare spunti familiari o situazioni vissute. Tornando al dormire, ai nostri giorni è evidentemente ben altro. E non ritengo sia sempre colpa del predicatore o del conduttore. Indiscutibilmente il ruolo del predicare è di notevole importanza per l’edificazione del credente e deve essere nello stesso tempo coinvolgente e, qualche volta, anche accattivante. Allora, come oggi, “ci sono molti che vanno in chiesa … con il solo scopo di essere ben intrattenuti … come se la predicazione fosse questione di passatempo e svago”, mentre dovremmo al cospetto di Dio e della Sua Parola ciascuno riscoprire le proprie mancanze.
Qualche anno fa, ho deciso di pubblicare questo sermone, corredandolo di mie riflessioni e consigli per migliorare come uditori e oratori. Trovi qui la mia pubblicazione “Dormire in chiesa”.
Piano di lettura settimanale
della Bibbia n. 07
09 febbraio Levitico 6-7; Matteo 25:1-30
10 febbraio Levitico 8-10; Matteo 25:31-46
11 febbraio Levitico 11-12; Matteo 26:1-25
12 febbraio Levitico 13; Matteo 26:26-50
13 febbraio Levitico 14; Matteo 26:51-75
14 febbraio Levitico 15-16; Matteo 27:1-26
15 febbraio Levitico 17-18; Matteo 27:27-50




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