top of page

Il turbamento di Paolo ad Atene

Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
Elpidio Pezzella
2 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Mentre Paolo li aspettava ad Atene, lo spirito gli s'inacerbiva dentro nel vedere la città piena di idoli.

Atti 17:16



Paolo, scampato alla lapidazione a Listra, superato la prigionia a Filippi, è costretto alla fuga da Tessalonica e da Berea, e quindi condotto ad Atene dove attende Sila e Timoteo. Il suo più celebre discorso non nasce da una strategia missionaria, non da un invito in pompa magna dell’Areopago, ma da un turbamento interiore. Luca usa un verbo fortissimo che non indica una tristezza leggera o un dispiacere, ma una crisi acuta, un ribollire delle viscere. Lo stesso verbo è usato per il litigio acceso tra Paolo e Barnaba (Atti 15:39). È un conflitto interiore, generato dal vedere la città piena d’idoli, che non lo lascia dormire. Atene era completamente sommersa, soffocata dagli idoli: vi erano più di 30.000 statue. Petronio scriveva che ad Atene era più facile incontrare una statua che un uomo. Per un turista era uno spettacolo meraviglioso, per un visitatore era il museo più grande del mondo. Paolo conosce il Dio vivente, e a quella vista non può rimanere indifferente. Oggi noi abbiamo imparato a convivere con gli idoli: li chiamiamo cultura, arte, tradizione, spiritualità, libertà personale. Atene invece è il mercato del benessere, piena di altari dedicati al corpo perfetto, al successo, alla performance. E in mezzo a tutto questo, anziché “inasprirci”, ci facciamo un selfie davanti agli idoli.


Il turbamento di Paolo non era fanatismo, né avversione per gli ateniesi. Era esattamente amore, al pari di Gesù che pianse per Gerusalemme, perché chi ama veramente le persone si turba nel vederle ingannate. Se non ami, gli idoli (ciò che li corrompe o li tiene prigionieri) non ti disturbano, anzi li tolleri. Paolo sapeva che dietro ogni falsa rappresentazione di spiritualità (se preferisci, idolo) c’è una falsa promessa di benessere e vita abbondante. Eppure non si è messo a gridare per strada, a ribaltare statue, o, semplicemente, a fare un post di condanna. Il suo turbamento interiore era opera dello Spirito nel suo spirito umano, la compassione di Dio che si faceva strada nel cuore. Questa è la differenza tra il giudizio e il discernimento. Il giudizio si turba esteriormente e condanna. Il discernimento si turba dentro e intercede. Paolo percepisce le ferite “spirituali” di Atene, e il suo spirito turbato non diventa amarezza, sterile e paralizzante, ma diventa ministero. Infatti, lo spinge. Non si lamenta, ma si pone in dialogo quotidiano con i Giudei, che conoscono le Scritture, nella sinagoga e con i greci, che non le conoscono, per le strade. Se qualcosa ti sta turbando, non basta un acido commento social per sentirti a posto. Occorre andare in piazza e dialogare, spinti dall’amore.


Davanti agli idoli che ci circondano, la cristianità ha due tentazioni. La prima è di ammirarli, diventando una comunità alla moda, che erige un altare accanto agli altri, per non sfigurare. La seconda è di odiarli, di fare la guerra a tutti, di denigrare anche quelli che “usano” il nome di Dio. C’è una terza via, quella di Paolo che si lascia turbare, al punto che il suo discorso all’Areopago diventa una supplica d’amore. Quando afferma “vedo che siete molto religiosi”, non è tattica oratoria, ma la verità. Quel riferimento al “dio sconosciuto” rivela la loro di conoscenza. Forse nella nostra evangelizzazione dovremmo ignorare le tecniche e ritrovare il turbamento, ossia il cuore spezzato per la città. Preghiamo per la chiesa, per i bisogni, ma quando è stata l’ultima volta che il nostro spirito si è inacerbito dentro di noi vedendo la nostra città piena di “idoli” che non possono salvare? Dio non cerca persone indignate, cerca persone turbate. Perché solo un cuore turbato cerca Dio per la sua città, e solo un cuore turbato Dio può usare per toccare quella città. Paolo era solo, stanco, in una città straniera. Umanamente era il momento peggiore per iniziare un risveglio. Ma aveva lo strumento più potente: uno spirito che non si era abituato agli idoli. Signore, ridonaci questo turbamento.




Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 39

21 settembre   Ecclesiaste 7-9; 2Corinti 13

22 settembre   Ecclesiaste 10-12; Galati 1

23 settembre   Cantico dei C. 1-3; Galati 2

24 settembre   Cantico dei C. 4-5; Galati 3

25 settembre   Cantico dei C. 6-8; Galati 4

26 settembre   Isaia 1-2; Galati 5

27 settembre   Isaia 3-4; Galati 6

Commenti


EP.png

IL MIO IMPEGNO

Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

Social

  • social-media (1)
  • cinguettio
  • Instagram
  • Youtube
  • telegram

Iscriviti alla nostra mailing list

Non perdere mai un aggiornamento

Email

bottom of page