• Elpidio Pezzella

Jerusalema e la sua lingua sconosciuta

Aggiornato il: set 3

Oramai si tratta di un vero e proprio tormentone estivo, al punto da echeggiare ovunque e da essere già stata proposta come la hit per un eventuale lockdown secondo. Il pezzo Jerusalema non è nato per l’estate e le serate al mare, ma risale a fine novembre 2019, ed è opera di Kgaogelo Moagi, in arte Master KG, musicista originario di Tzaneen (città nella provincia di Limpopo), che è andato ben oltre i confini del suo Sudafrica, insieme alla nigeriana Nomcebo Zikode. Eppure grazie ai social, soprattutto a una challenge su TikTok, eccoci qua a parlarne, con oltre 100 milioni di visualizzazioni su Youtube e oltre 40 milioni di stream su Spotify nelle sue diverse versioni e remix. Recentemente rimbalzata anche alla cronaca dopo l’episodio che ha visto coinvolto un plotone della Marina Militare a Taranto, emulati dai Vigili del Fuoco sardi.

Come tanti di voi, ho cercato di capire cosa realmente si celava dietro le parole quasi indecifrabili del testo, la cui musicalità e orecchiabilità hanno fatto la differenza. Di che lingua parliamo? Altro che lingua, la canzone è scritta nell’idioma venda, una variazione del dialetto bantu parlata soprattutto in Sudafrica e Zimbabwe da un numero di persone compreso tra 84.000 e 150.000. Ma realmente è solo l’idea di legarci un ballo spensierato a renderla vincente? Cosa riesce a travolgere in modo interplanetario così tante persone? Eppure il suo autore stava pensando di smettere, e poi … Quanto accaduto può essere etichettato come una genialata di un colosso mediatico o, per gli umili di cuore, essere ritenuto qualcosa di misterioso che sta facendo parlare anche di fede.


Forse Kgaogelo pensava di pregare quando l'ha composta. Infatti, il pezzo nasce come brano gospel, ed è una preghiera a Dio, un’invocazione a portarlo con sé, dove Gerusalemme è la destinazione finale. Chi, come me, legge la Bibbia, sa che Gerusalemme è spiritualmente identificazione del regno dei cieli: Giovanni nell’Apocalisse vede scendere dal cielo la Nuova Gerusalemme. I frequentatori di una chiesa ricorderanno più di un canto con la santa città come terminale del peregrinare terreno. Gerusalemme è la città per cui ha pianto lo stesso Gesù, incapace di riconoscere la Sua venuta, al punto da ostinarsi nei suoi confronti fino a volerlo in croce.


Si tratta però anche della città che identifica le tre grandi religione monoteistiche, e quindi il testo va bene per i cristiani, gli ebrei e i musulmani. Non so se scorgerci un tentativo di unità delle fedi o un pericoloso assemblare nel nome di un unico Dio. A ben leggere però sono chiare le parole di Gesù a Pilato: “il mio Regno non è qui”. In un tempo di pandemia, è bello e glorioso che un pezzo musicale diventi un inno di salvezza e speranza nella lotta alla sopravvivenza in una terra difficile come Gerusalemme, ma anche nel mondo intero.


Di certo questa preghiera è per Master KG una manna dal cielo, al pari dell’interpretazione di un sogno di Giuseppe in Egitto o dell'arpeggiare di Davide nella tenda di Saul. In un'intervista ha dichiarato di non essere "religioso (credente) secondo un cliché ecclesiale" e nello stesso tempo che la sua musica, cominciata proprio in chiesa, è un pieno di emozioni. Non saranno mai gli schemi precostituiti a fare la differenza, anzi a volte saranno soltanto dei limiti. Spero che gli introiti che sta fruttando possano divenire una benedizione per la sua gente e non una maledizione per pochi. Sia questo successo monito a tanti giovani a non perdere la forza dei sogni, a fare quello in cui credono e amano, e a fondare in Colui che può guidarli, condurre e che mai lascerà chi a Lui si affida. Oltre la danza, spero si elevi sincera l’invocazione di aiuto a Dio. Ben vengano anche queste esplosioni per riportare ordine in un mondo che, come avrebbero detto tanti credenti di un tempo, va alla deriva.



La traduzione in italiano di Jerusalema

Gerusalemme è la mia casa,

guidami,

portami con te

non lasciarmi qui

(x2)


Il mio posto non è qui,

il mio Regno non è qui

guidami

portami con te

(x2)

guidami

guidami

guidami

portami con te


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Foto di Marketa Skornickova, www.freeimages.com


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IL MIO IMPEGNO

Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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