La Parola guarisce
- Elpidio Pezzella

- 3 giorni fa
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Egli mandò la sua parola e li guarì, li scampò dalla fossa.
Salmo 107:20

“Parole, parole, parole, parole, soltanto parole…”, così cantava Mina anni fa in un brano di successo, sintesi delle intenzioni che non si concretizzano. Ed è così che parole vuote assalgono e consumano i nostri giorni, alimentando o disgregando le nostre relazioni a secondo se vere e sincere o bugiarde e ipocrite. Tutto ruota intorno alle parole, finanche il silenzio ha le sue. Quando facciamo esperienza della Parola e prestiamo ascolto alla voce dell’unico Dio che parla sin dal principio e rivela le Sue amorevoli intenzioni, si aprono nuovi orizzonti: «Se tu ascolti attentamente la voce dell'Eterno, il tuo Dio, e fai ciò che è giusto ai suoi occhi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandato addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco» (Esodo 15:26). La Sua Parola ha un risvolto salutare, perché la pratica dopo l’ascolto preserva da alcuni pericoli. Questa Parola si è fatta carne in Cristo, venuto a guarire l’uomo integralmente, nell’animo e nel corpo. Egli apre i nostri occhi con la Parola affinché vediamo e riconosciamo il Verbo di Dio, proprio come impastò della terra con la saliva e guarì il cieco nato (Giovanni 9).
La Scrittura è un medicamento per l’anima debole, un educatore in grado di guarire le nostre passioni. Mi viene da ricordare il dialogo post resurrezione tra il Maestro e Pietro, capace di riabilitare il discepolo nella chiamata. Come non citare il padre amorevole della parabola del figliol prodigo (Luca 15), che prima accoglie tra le sue braccia il minore e poi con la parola cerca di sanare il maggiore. Gesù entra in relazione profonda con i suoi interlocutori illuminandoli con la Parola frutto del dialogo con il Padre (Giovanni 14:23-27). La Sua autorità si manifesta nel parlare, che non è mera ripetizione, ma compimento della rivelazione del volto misericordioso di Dio. Nonostante i vangeli siano pieni di racconti di guarigione, Gesù è molto più di un guaritore. E noi non dovremmo limitarci a invocarlo solo per porre fine a una malattia. La fede generata dalla Parola apre alla visione di una nuova vita, di una nuova comprensione di sé e delle cose. La persona che chiede aiuto al Cristo, o che a lui è condotta, prima della salute trova abbondanza di vita, riceve salvezza. La storia dei dieci lebbrosi ci insegna che si può fare esperienza di guarigione e non accogliere la salvezza. Così una persona malata, pur restando tale, può fare piena e totale esperienza di salvezza.
L’annuncio del Vangelo non muta: Dio si è avvicinato ed è tempo di convertirsi. La ricerca spasmodica della guarigione come soluzione dei propri problemi è vera fino a un certo punto. Dovremmo però ricercare l’origine del dolore e di ciò che ci fa soffrire, altrimenti si può desiderare con tutte le forze un miracolo, salvo poi scoprire di essere ancora infelici una volta guariti. Gesù è venuto a donarci la vita eterna, ossia la vita dell’Eterno. Questa è la novità operata da Gesù: non è un medico eccezionale che ci restituisce il benessere, ma il Dio che ci restituisce alla pienezza della vita. Lo scrittore agli Ebrei ci rammenta che “la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla”, ma solo se la accogliamo ci permette di discernere “i sentimenti e i pensieri del cuore” (4:12). La Parola di Dio entra come una lama affilata per togliere, curare e guarire, ma non senza dolore, non senza che ci lasciamo invadere da essa. La nostra vita è una progressiva guarigione, un percorso di semplificazione e di spoliazione che passa attraverso la fede e la conoscenza della verità. Lo Spirito ci accompagna in questo percorso. «Guariscimi, o Eterno, e sarò guarito, salvami e sarò salvato, perché tu sei la mia lode» (Geremia 17:14).
Piano di lettura settimanale
della Bibbia n. 05
26 gennaio Esodo 14-15; Matteo 17
27 gennaio Esodo 16-18; Matteo 18:1-20
28 gennaio Esodo 19-20; Matteo 18:21-35
29 gennaio Esodo 21-22; Matteo 19
30 gennaio Esodo 23-24; Matteo 20:1-16
31 gennaio Esodo 25-26; Matteo 20:17-34
01 febbraio Esodo 27-28; Matteo 21:1-22



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