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Riposarsi con Dio

  • Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
    Elpidio Pezzella
  • 26 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è sabato, sacro all’Eterno, il tuo Dio…

Esodo 20:8-10



Nell’atto creativo, quando ha decretato il riposo, Dio l’ha dichiarato “santo”. In Egitto gli ebrei erano stati derubati del riposo: dovevano lavorare senza sosta, intrappolati in un sistema che li sfruttava. Dio non è rimasto a guardare e li ha liberati dalla schiavitù, conducendoli nel deserto, dove ha potuto celebrare nuovamente il sabato. Nel testo di Esodo al popolo è chiesto di aderire al giorno di riposo, che elimina ogni disuguaglianza perché è per tutti. Il sistema di un giorno di riposo settimanale per tutti non aveva equivalenti in nessuna civiltà antica. I greci pensavano che gli ebrei fossero oziosi. Dio ci ha dato un giorno di riposo per interrompere a nostro favore il ciclo di lavoro e lo stile di vita consumistico in cui siamo avvolti. Il giorno di riposo non è legato a un giorno specifico della settimana, ma dovrebbe differenziarsi dagli altri giorni, concedendoci di fare in esso quello che non riusciamo durante la settimana. Quando non si riesce (perché in realtà non si vuole) a fare una determinata azione, si scaricano inesistenti responsabilità sul tempo. Rispetto alle generazioni precedenti abbiamo maggiori possibilità, avendo strumenti e mezzi che ci facilitano molto. Abbondano app e servizi che consentono di fare tutto comodamente da qualsiasi luogo.


Colpisce che nonostante abbiamo più tempo “libero”, passiamo freneticamente da un posto all’altro, da un’attività all’altra, a danno serio della nostra serenità. Siamo talmente oberati da far fatica a pregare e leggere solo per dieci minuti. Non dovremmo lasciare che i nostri affanni (e ogni giorno ha il suo!) ci condizionano al punto di determinare il nostro essere o la qualità del nostro vivere, fino a privarci della relazione spirituale con il Creatore. Se Dio ci ha dato il “sabato”, è per preservare la nostra libertà in mezzo a una società implacabile di richieste e pressioni. E a volte, senza rendercene conto, la comunità ecclesiale diventa capace di altrettanto. A questo si ribellarono gli apostoli con l’istituzione dei diaconi (Atti 6). Chissà se qualcuno di loro ricordava le parole di Gesù prima della moltiplicazione dei pani? “«Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po'». Poiché era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare” (Marco 6:31). Il discepolo saprà discernere il momento, ma dovrà riconoscere anche le proprie forze.


Il riposo non sia mai inteso come oziare, gongolarsi senza nulla fare. Lo stesso giorno che Gesù invitò i discepoli al riposo, li impegnò nella distribuzione di pane e pesci a una folla che contava più di cinquemila uomini. Il giorno di riposo serve per guardare Dio e meravigliarsi della sua compassione e santità (Esodo 31:13). Quando usciamo dalla frenesia della vita quotidiana, dallo stress degli obiettivi ecclesiali da raggiungere a tutti i costi, e celebriamo invece la Sua compassione, ponendoci solo ed esclusivamente ai Suoi piedi come Maria, tutto cambia in meglio. Il Maestro stesso ci invita a recarci a lui e lasciare il nostro fardello ai Suoi piedi: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati e io vi darò riposo” (Matteo 11:28). Abbiamo bisogno di stare con Lui, imparare la sua mitezza e fare esperienza della leggerezza del suo giogo. Gesù ci rivela il volto di Dio e l’arte di vivere con mitezza in un mondo di violenza, insegnandoci a diffondere mitezza attorno a noi. La stanchezza del discepolo può avere molte forme, tuttavia, ciascuno, secondo i ritmi della propria attività e della propria vocazione, è chiamato al riposo per ricaricarsi e onorare al meglio la vocazione ricevuta. Allora godi pure il riposo, ma porta con te la Sua parola e dedica del tempo alla preghiera.



Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 31

27 luglio Salmi 43-45; Atti 27:27-44

28 luglio Salmi 46-48; Atti 28

29 luglio Salmi 49-50; Romani 1

30 luglio Salmi 51-53; Romani 2

31 luglio Salmi 54-56; Romani 3

01 agosto Salmi 57-59; Romani 4

02 agosto Salmi 60-62; Romani 5

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IL MIO IMPEGNO

Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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