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Tuo padre e tua madre (p. 2)

  • Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
    Elpidio Pezzella
  • 20 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

«… ma lascerai andare la madre e prenderai per te i piccoli, affinché tu possa prosperare e prolungare i tuoi giorni».

Deuteronomio 22:7



Onorare i genitori è onorare Dio. Infatti, la radice del termine ebraico “onorare” è composto dalle tre consonanti KBD, che compaiono anche nel termine KABED, ovvero la gloria dell’Eterno. Teologicamente ciò apre a una prospettiva, ossia l’onore che diamo ai genitori è un modo di glorificare Dio. In definitiva, la Legge ci insegna che è nel prossimo che possiamo vedere Dio, e il nostro primo prossimo sono proprio i genitori. A questi deve andare l’onore poiché è in loro che possiamo vedere la gloria di Dio. Il discorso ha un senso se applicato a una comunità di fede, dove i genitori trasmettono insegnamenti ai figli e questi li onorano in virtù della fede ricevuta. Un tale modo di ragionare non può essere esteso a chi di cristianesimo e di cultura biblica non conosce nulla. Tantomeno lo si può riferire a quei genitori che abbandonano o seviziano i propri figli, né a quei figli che abbandonano i genitori in uno stato di indigenza. Un professore di giudaismo in relazione al comandamento in oggetto, sostiene che tanto siamo incuriositi dalla promessa «i tuoi giorni siano lunghi sulla terra che l’Eterno, il tuo Dio, ti dà» da renderci speranzosi che il nostro onorare i genitori ci farà vivere una lunga vita.


Nel Deuteronomio ricorre la stessa promessa legata al comandamento, ma è rinchiusa in un brano singolare: «Se, cammin facendo, ti capita di trovare su un albero o per terra un nido di uccello con gli uccellini o con le uova e la madre che cova gli uccellini o le uova, non prenderai la madre con i piccoli; ma lascerai andare la madre e prenderai per te i piccoli, affinché tu possa prosperare e prolungare i tuoi giorni» (Deuteronomio 22:6-7). Onorare i genitori è come lasciar scappare la madre degli uccellini. La spiegazione va ricercata nella difesa della madre degli uccellini, come difesa della fonte della vita. La madre rappresenta colei che ha dato vita ed è chiamata a farlo ancora. Vi è una sorta di santo rispetto verso coloro che danno la vita, inteso anche nel senso spirituale o professionale. Basti pensare al maestro con i discepoli; il padre spirituale con i credenti; i genitori naturali con i figli naturali. Tutti coloro che sono chiamati a dare vita devono sentirsi onorati. Anche se il testo menziona prima il padre, non vi sono gerarchie tra i genitori: la madre deve essere rispettata come il padre. I Profeti accostavano il Signore a figure o atteggiamenti femminili: la chioccia che cova i suoi pulcini (Isaia 31:5; Matteo 23:37 e Luca 13:34); la madre che porta alle guance il piccolo (Osea 11:4); la consolazione di una madre (Isaia 66:13).


L’essere umano, maschio o femmina, è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio. Ne consegue che il Signore non ha sessualità e quindi tanto la maternità quanto la paternità ha la medesima importanza nella procreazione. Nella cultura ebraica il padre e la madre meritavano lo stesso onore che, come già sottolineato, dal punto di vista spirituale, da gloria a Dio. Un’ulteriore considerazione, relativa all’aspetto materiale del comandamento, può essere rivolta a coloro che sono tenuti a rendere onore ai genitori. In una società, come quella ebraica, in cui le persone anziane erano abbandonate a se stesse, tale obbligo era diretto a proteggerle. L’assistenza e la protezione cui sono chiamati i figli, non devono diventare, per questi ultimi, strumenti tali da renderli schiavi dei propri genitori. Il contenuto della Legge sono disposizioni di libertà: tutto ciò che Dio comanda è per la nostra libertà. Di conseguenza i figli devono poter conservare una loro autonomia, una loro privacy, che i genitori onorati non dovrebbero violare. Ciò genererebbe un rapporto in cui vi sia, da parte di chi vi è tenuto, l’onore e, da parte di chi è onorato, il tener nella massima stima i bisogni di colui che è chiamato ad onorare. Il rispetto, quindi, è dovuto anche nei confronti di chi oggi è chiamato a prendersi cura dei genitori, poiché questi è, allo stesso tempo, chiamato a costruire una famiglia e a dare all’umanità nuove generazioni.


(Continua la prossima settimana)



Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 17

20 aprile 2Samuele 9-11; Luca 15:11-32

21 aprile 2Samuele 12-13; Luca 16

22 aprile 2Samuele 14-15; Luca 17:1-19

23 aprile 2Samuele 16-18; Luca 17:20-37

24 aprile 2Samuele 19-20; Luca 18:1-23

25 aprile 2Samuele 21-22; Luca 18:24-43

26 aprile 2Samuele 23-24; Luca 19:1-27

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Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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