• Elpidio Pezzella

Tutto finisce...

Non griderà, non alzerà la voce, non farà udire la sua voce per le strade. Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; presenterà la giustizia secondo verità.

Isaia 42:2-3

Il titolo di questo devotional si ispira al desiderio di molti di veder concludere quello che è stato un anno fuori da ogni attesa. Lo scorso dicembre, infatti, eravamo tutti a proiettarci nell’anno che doveva venire con i soliti sogni e desideri da realizzare. Soprattutto non lesinavamo abbracci e il calore degli affetti esplodeva senza limiti. Poi la realtà ci ha bruscamente destati, impauriti, atterrati, sconvolti, cambiati. Qualcuno ha visto calare le tenebre e lentamente si è spento nell’animo, perdendo ogni voglia di continuare o iniziare. Purtroppo quando non hai voglia di ricominciare, allora tutto finisce. Non si può ignorare che tutto quaggiù avrà il suo termine, le cose più belle, i momenti più intensi, resteranno un’immagine del passato. Spero che queste modeste parole possano essere una scintilla per alimentare il fuoco che va spegnendosi, essere un faro per chi sta lasciando la barca della propria esistenza abbandonata al capriccio delle onde e dei venti, senza bussola, senza timone, senza meta.


Tirare le somme di questo anno è attività da evitare: mai come ora la nostra mente sarebbe pervasa da amarezze, dolori e dispiaceri. Se in questi mesi abbiamo dovuto fare i conti con il silenzio assordante di Dio, le nostre anime hanno imparato a riconoscere il suo flebile soffio tra le strade e la gente, compiendo uno sforzo maggiore rispetto ad Elia che sull’Horeb era totalmente da solo, e quindi avvantaggiato. Il profeta, stanco, rincorreva il terminale del suo viaggio terreno. L’umanità odierna, invece, continua a rincorrere quello che glielo prolunghi; per questo in molte rappresentazioni religiose ha trovato spazio il vaccino anti-covid. Eppure siamo qua, pronti a dichiarare (a denti stretti): “Eben Ezer” (fin qui Dio ci ha soccorsi). Se ci fermiamo e riavvolgiamo il nastro, scopriremo di aver vissuto anche momenti significativi e più dolci, dal valore inestimabile. Ecco allora che posso ringraziare il mio Dio innanzitutto di poterlo fare, essendo ancora nel novero dei viventi, e poi in ordine: per quanti mi hanno circondato con il loro amore, dagli intimi ai più lontani, dalle persone che riempiono la mia giornata a quelle che l’arricchiscono con i loro sentimenti, per chi mi ha sostenuto nei tanti progetti, per chi mi ha collaborato, per la grande famiglia spirituale e i conservi che ancora si affaticano nella Sua opera, e per chi ha trovato un beneficio nel mio umile servizio. Per ciascuno chiedo al Padre di misericordia di assisterli e guidarli con la Sua infinita grazia e concedere loro una misura traboccante dello Spirito.


Il segreto sta proprio nel non fermarsi, ma di porre un nuovo inizio proprio lì dove avevamo considerato essere la fine. Viviamo nella conoscenza che nonostante tutto quel che facciamo e ci prodighiamo c’è un disegno superiore, davanti al quale non si può restare inerti. Non vogliamo lasciarci trascinare dalle circostanze, vogliamo che le circostanze ci conducano alla nostra meta prefissa, che «cooperino al bene di coloro che amano Dio» (Romani 8:28). Per questo necessitiamo di un chiaro punto di riferimento, e chi se non il Signore Gesù? Abbiamo bisogno di «fissare gli occhi» su Lui e le Sue parole: “Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante. Proseguiamo proprio come suggeriva l’apostolo Paolo: “Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, proseguo il corso verso la mèta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù” (Filippesi 3:13-14). Quel che è stato può essere da tanti ignorati, e da noi anche dimenticato, perché abbiamo un “premio” da raggiungere e raccogliere. La percezione e la consapevolezza del presente può aiutarci a tener ferma la nostra andatura per adempiere alla vocazione ricevuta da Dio per mezzo di Gesù.


Con questo devotional ci approssimiamo alla conclusione del sesto anno di questa iniziativa che incoraggia la lettura quotidiana della Bibbia. Spero sia stato un viaggio edificante, occasione per stimolare la meditazione non solo con il testo proposto, ma anche con il piano settimanale, che andremo a replicare a partire dal 1° gennaio, così che chi vuole può ripetere l’esperienza ed altri aggiungersi alla ciurma ormai navigata. Dopo questi anni in tanti hanno apprezzato e incoraggiato questo impegno. Ogni condivisione settimanale mi consente di avere un ulteriore momento di riflessione da sottoporre poi alla tua attenzione e mi dà grazia di incontrarti, seppur a distanza. Spero perciò di continuare ad averti tra i destinatari. La tua vita continua, il tuo cammino è ancora da compiersi. Non fermarti. E se lo avevi fatto, nel nuovo anno riprendi con maggior lena. La mia preghiera per il nuovo anno è che il Signore rinforzi e risani le canne rotte, ravvivi e riempia ogni lucignolo, e soprattutto che possiamo con il Suo aiuto continuare a presentare “la giustizia secondo verità”.



Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 53

28 dicembre Zaccaria 9-12; Apocalisse 20

29 dicembre Zaccaria 13-14; Apocalisse 21

30 dicembre Malachia; Apocalisse 22

31 dicembre preghiera di ringraziamento


SI RIPARTE

Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 1

01 gennaio Genesi 1-3; Matteo 1

02 gennaio Genesi 4-6; Matteo 2

03 gennaio Genesi 7-9; Matteo 3


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Foto di Martin Boose, www.freeimages.com


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IL MIO IMPEGNO

Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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