• Elpidio Pezzella

A che punto è la notte

Aggiornato il: apr 30


«Sentinella, a che punto è la notte? Sentinella, a che punto è la notte?»

La sentinella risponde: «Viene la mattina, e viene anche la notte. Se volete interrogare, interrogate pure; tornate un'altra volta».

Isaia 21:11-12


Solo due versi per un oracolo pieno di fascino, rivolto a Duma e Seir, che potrebbero designare l’Idumea e gli Idumei, i discendenti di Esaù. Il profeta ritrae in una notte silenziosa e tiepida, una vedetta che sta vegliando sulle mura di una città. Non si sa da quanto tempo è lì. Dipende dalla durata della notte. Forse da secoli o forse da pochissimo. Aspetta che una voce umana, rabbiosa o animata dalla fede, sussurri la fatidica domanda. Ecco che alla sentinella, vigile e attenta nel suo compito, chiedono ripetutamente: “A che punto siamo della notte?” Guardando al testo e al suo contesto, possiamo pensare che gli abitanti della regione chiedano al profeta per quanto tempo ancora debbano sopportare oppressione e umiliazione, se c’è per loro una speranza di salvezza. Se invece lo volgiamo al nostro tempo, la domanda è la stessa, ma il senso è legato alla notte che l’umanità sta vivendo. Davanti a noi vengono fatte balenare delle lucine, ma è veramente la fine della notte? La sentinella dell’oracolo di Isaia risponde in modo misterioso: “Viene il mattino, e viene anche la notte”: sembra annunciare una liberazione, che però non è definitiva; le tenebre, prima diradate dalla luce del mattino, ritorneranno nuovamente.


Bernt Øksendal, professore all’istituto di matematica dell’università di Oslo, racconta una sua notte in un libro. Sta in piedi nell’aula deserta in cui tiene normalmente lezione. È quasi mezzanotte. Davanti alla grande lavagna ha appena finito di scrivere l’ultima parte dei modelli matematici adatti a studiare l’andamento dei fenomeni che seguono invece leggi casuali mentre evolvono nel tempo: problemi complessi e indecifrabili per la maggior parte di noi. Sfinito, con le dita impolverate del gesso, si siede e fissa la lavagna. Ha lavorato per anni sulle sue equazioni, e ora che è giunto alla conclusione è confuso e insoddisfatto. Così scrive nella prefazione: “Non siamo riusciti a rispondere alle nostre domande. Le risposte che abbiamo trovato servono solo a sollevare un’intera serie di nuove domande. In qualche modo sentiamo di essere più confusi che mai, anche se crediamo di essere confusi a un livello superiore e su cose più importanti”. Resta così ancora una volta senza spiegazione scientifica il mistero dell’uomo nel contesto del mistero dell’universo che lo circonda.


Incredibilmente, è la stessa conclusione del profeta che si rivolge a Dio. Anche lui sembra non ottenere risposta. Isaia fa capire che quella domanda rimarrà senza risposta. Anzi, che la risposta sta proprio nel continuare a sentire quella voce che chiede incessante “a che punto è la notte?”, fino a quando domanda e risposta divengono tutt’uno. La voce della sentinella pare spandersi come un’eco infinita, quasi fosse la voce stessa di Dio: “alla notte segue sempre il mattino, ma io non dormo e non sonnecchio, anzi veglio sempre, perciò insistete, ridomandate, tornate ancora, ogni volta che lo vorrete, non vi stancate…”. Forse oggi tu sei confuso e non fai altro che chiedere alla sentinella che è in te: “Sentinella, a che punto è la notte?” La sapienza popolare rimanda all’attesa e alla speranza che la notte passi, prima o poi. La risposta della sentinella però va in altra direzione: “Viene la mattina, e viene anche la notte. Se vuoi interroga pure e torna a interrogare ancora”. Il passaggio della notte sarà repentino e un’altra notte arriverà. Il suo appassionato invito a continuare a tornare e a domandare, a non smettere di cercare e desiderare la fine della notte può essere letto come un invito alla conversione, a “venire”, tornare a Dio, unica fonte di luce e di vita, approdo sicuro. E noi? Torneremo continuamente e ogni giorni fiduciosi al Signore!

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Devotional 18/2020

Piano di lettura settimanale della Bibbia

27 aprile 1Re 3-5; Luca 20:1-26

28 aprile 1Re 6-7; Luca 20:27-47

29 aprile 1Re 8-9; Luca 21:1-19

30 aprile 1Re 10-11; Luca 21:20-38

01 maggio 1Re 12-13; Luca 22:1-30

02 maggio 1Re 14-15; Luca 22:31-46

03 maggio 1Re 16-18; Luca 22:47-71

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Il 3 maggio è la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa. Preghiamo affinché in ogni parte del mondo sia concessa la libertà di esprimere e comunicare, senza condizionamenti e controlli di alcun tipo.


Foto di Bruce Skinner, https://freeimages.com​


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