Dolci lacrime amare
- Elpidio Pezzella

- 2 ore fa
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“Dio mi ha mandato qui prima di voi, perché sia conservato di voi un residuo sulla terra e per salvare la vita a molti scampati”.
Genesi 45:7

Siamo costantemente sommersi da amarezza e delusione sia per quanto accade a livello mondiale sia nei nostri piccoli universi ecclesiali e familiari. Sarà per questo che quando ci rechiamo in chiesa vorremmo ascoltare soltanto parlare di gioia, il che induce alcuni predicatori, anche se in maniera inconsapevole, ad essere selettivi nella scelta dei temi biblici. Ritengo però che non tutto ciò che è dolce sia salutare. Tra i temi amari da riscoprire c’è da annoverare sicuramente il “pentimento”: quella svolta nel modo di pensare, quella trasformazione del cuore, che fa stare al cospetto di Dio pieni di speranza, certi di non meritare la Sua misericordia. Tuttavia ci rende consapevoli che il Signore è venuto sulla terra non per giudicare ma per salvare, non per i giusti ma per i peccatori. Quante volte nel passato sentivamo proclamare che non c’è perdono senza pentimento... Solo chi conosce il pentimento può comprendere l’infinita grazia di Dio. Non c’è grazia senza cambiamento. Pietro non avrà mai più dimenticato quella notte, quando incrociando lo sguardo del Signore “… si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Allora Pietro uscì fuori e pianse amaramente” (Luca 22:61-62).
Il pescatore seppe riconoscere il suo errore, sentirne tutto l’amaro sapore mentre le lacrime rigavano il viso, prima di gustare la dolcezza dell’amore del Maestro, e conoscere la forza del perdono divino dopo che per tre volte si sentirà domandare: “Mi ami tu?” (Giovanni 21). L’amore è più forte di ogni amarezza, capace di cancellare o superare il dolore patito. Fu l’amore che permise al nostro Giuseppe del Genesi (quello venduto dai fratelli) di poter affermare di essere lì e di aver vissuto tutte le disavventure per uno scopo voluto da Dio. A distanza di anni, riavvolgendo il nastro e ripercorrendo i giorni di tradimento, solitudine e prigionia, riesce a trovare il senso di tutto quello che era accaduto. Quei patimenti avevano certamente segnato la sua vita, ma nel suo cuore non era maturato alcun rancore; nonostante i tanti maltorti, egli riesce a provare pazienza, speranza e soprattutto amore verso chi gli aveva procurato tanto dolore. Quando i fratelli scesero in Egitto a chiedere aiuto, fu tanta l’emozione nel rivederli, soprattutto il più piccolo Beniamino, al punto che dovette ritirarsi in camera per piangere. Quelle lacrime erano il segno di un legame affettivo mai dissolto, nonostante avesse provato a vendicarsi con l’espediente della coppa d’oro nascosta nei sacchi dei fratelli e l’arresto di Beniamino.
Quando, però, nel cuore c’è il bene e l’amore di Dio non si riesce a far del male. La forza del perdono cancellò tutto la sofferenza patita. Se non siamo capaci di dimenticare uno screzio o un torto allora non possiamo entrare a far parte della storia di Dio, scritta per compiere il bene. Non sempre è facile o chiaro. Giuseppe, alto funzionario del regno, chiese loro di portare ivi il padre: “Poi si gettò al collo di Beniamino, suo fratello, e pianse; e Beniamino pianse sul collo di lui” (Genesi 45:14). Non gli era stato possibile farlo prima, adesso che aveva confessato poté riabbracciarlo, in un abbraccio simile a quello che del padre della parabola lucana del figliol prodigo, il quale gettò le braccia al collo del figlio ritrovato. Giuseppe pianse per Beniamino e per i suoi familiari, grande fu la potenza del suo perdono! Probabilmente anche noi come lui dovremo riconoscere di essere parte della storia di Dio e segnarla lasciando una traccia di perdono, una traccia d’amore per coloro che ci sono cari e per quelli che ci circondano, imparando ad accoglierli tra le braccia e a prenderci cura di loro, finché si è in tempo. Anche l’apostolo Giacomo ci esorta a farlo: “Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato” (Giacomo 4:17).
Piano di lettura settimanale
della Bibbia n. 24
08 giugno 2Cronache 30-31; Giovanni 18:1-18
09 giugno 2Cronache 32-33; Giovanni 18:19-40
10 giugno 2Cronache 34-36; Giovanni 19:1-22
11 giugno Esdra 1-2; Giovanni 19:23-42
12 giugno Esdra 3-5; Giovanni 20
13 giugno Esdra 6-8; Giovanni 21
14 giugno Esdra 9-10; Atti 1




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