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Il giovane nudo

  • Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
    Elpidio Pezzella
  • 7 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo.

Marco 14:51-52



La scena si svolge nel Getsemani al momento dell’arresto di Gesù, ove un giovane anonimo è accorso avvolto unicamente da un lenzuolo. Quando scriveva lo scrittore pensava ai lettori del suo tempo; tuttavia la Parola continua a parlarci con la stessa forza. L’incipit del Vangelo dichiara lo scopo: «Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio» (1:1). Marco presenta Gesù come il Cristo. Non racconta la Sua infanzia, ma le Sue opere: miracoli, guarigioni, liberazioni. È un Vangelo pieno di azione, scritto per mostrare che Gesù è davvero il Messia. Sarà il centurione sotto la croce a dichiarare che era il Figlio di Dio. Ma torniamo al giovane. Quando Gesù viene arrestato, i suoi discepoli si dileguano nel buio. È un’immagine forte: un ragazzo svegliato nella notte, che assiste alla scena, e alla prima minaccia lascia tutto e fugge, lasciando il suo mantello nelle mani dei soldati. Per alcuni potrebbe essere lo stesso Marco; per altri, un giovane qualsiasi. Il fatto che non venga nominato può essere un invito a identificarci con lui.

 

Gesù aveva detto: «Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre» (3:35). Egli è venuto a cercare coloro che vogliono restare vicino a Lui. Ha scelto dodici discepoli, i quali, pur avendo camminato, mangiato e vissuto con Cristo mostrano limiti, incomprensioni, fragilità. Infatti, leggiamo: «A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio» (4:11), e subito dopo: «Non capite questa parabola? Come comprenderete tutte le altre?» (v. 13). I discepoli vedevano Gesù, Lo ascoltavano, Lo toccavano… eppure non capivano. Questo Vangelo è rivolto a quelli che, come noi, a volte non comprendono dove Dio voglia condurli. Gesù non caccia mai chi non capisce: continua ad amarli, pazientemente, fino all’ultimo giorno della loro vita. Anche quando c’è qualcuno come me, come te, come l’apostolo Pietro che ha la presunzione di rimproverarlo, ma si sente rispondere: «Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini» (8:32-33). Credo dovrebbe porci con maggior frequenza questa domanda: “Hai il senso delle cose di Dio?”

 

Il giovane che si è avvicinato a Gesù in piena notte, nel buio della sua anima, e che, una volta scoperto e circondato dalle guardie, è preso dalla paura trasmette un messaggio profondo. Il suo gesto di scappare può essere giustificato: è inesperto, impreparato. Potremmo definirlo un credente all’inizio del suo cammino, ancora alla ricerca come Nicodemo della nuova nascita. Il lasciare il lenzuolo poi si presta a più riflessioni. Potrebbe rappresentare ciò che ci garantisce un minimo di sicurezza, che ci fa uscire dalla nostra condizione in piena notte, anche se poi non vale nulla. La necessità quotidiana per ciascuno di noi, che intende seguire Gesù, a liberarci di ciò che avvolge il nostro “io”. Nello stesso tempo, rivela la presunzione di sentirsi coperti, finanche il desiderio di essere grandi e più bravi di altri, ignorando le parole del Maestro che ci chiamano a essere servi di tutti.

 

L’intero Vangelo, di cui questa scena è particolare importante, ci richiama alla nostra identità di discepoli, vocati a portare la nostra testimonianza nel mondo, con coraggio e fino in fondo. Purtroppo spesso pensiamo come uomini e non come Dio. Ci lasciamo condizionare, ci aggrappiamo al nostro “io”, e finiamo per ostacolare l’opera del Regno. Parte della chiesa oggi è come il giovane: sembriamo tutti “svegli”, ci avviciniamo al Signore ma non troppo, timorosi di dover dare conto e, quindi, rischiare per la nostra incolumità. I tempi stanno cambiando e ciò che sta accadendo in alcuni posti del mondo, potrebbe in un futuro prossimo diventare realtà dalle nostre parti. Se continuiamo ad uscire portando addosso solo un lenzuolo, non avremo mai voce in capitolo. Alla prima minaccia, lasceremo il “lenzuolo” e fuggiremo. Che Dio ci aiuti ad essere impavidi testimoni Suoi e difensori della Verità.

 


Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 50

08 dicembre   Daniele 8-10; 3Giovanni

09 dicembre   Daniele 11-12; Giuda

10 dicembre   Osea 1-4; Apocalisse 1

11 dicembre   Osea 5-8; Apocalisse 2

12 dicembre   Osea 9-11; Apocalisse 3

13 dicembre   Osea 12-14; Apocalisse 4

14 dicembre   Gioele; Apocalisse 5

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IL MIO IMPEGNO

Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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