Vengono i giorni cattivi
- Elpidio Pezzella

- 1 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Ma ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni cattivi e giungano gli anni dei quali dirai: «Non ho in essi alcun piacere».
Ecclesiaste 12:1

In diversi abbiamo assaporato l’amaro constatare della perdita di gioia e desiderio di fare molte cose. Questa incapacità di provare piacere può essere diffusa o limitata a qualche ambito delle nostre relazioni, e nel momento più critico può spingere a decisioni non ponderate. Nel caso dell’Ecclesiaste, siamo di fronte all’incapacità di godere dei piccoli e grandi piaceri della vita, in proiezione della terza età quando una serie di problemi fisici iniziano a comparire all’orizzonte, come suggerito da qualche studioso: “il sole, la luce, la luna, le stelle si oscurano … quelli che guardano dalle finestre si oscurano” (perdita della vista), “i guardiani della casa tremano” (artrosi o morbo di Parkinson), “le macinatrici smettono di lavorare perché rimaste in poche” (la caduta dei denti), “le porte sulla strada si chiudono” (perdita dell’udito), “quando uno ha paura delle altezze e di spaventi per la strada” (difficoltà motorie). Il nostro Bel Paese sta diventando una nazione sempre più ‘anziana’ (over 65 anni), anche con un’alta speranza di vita media: 83,4 anni. Le stime indicano che nel 2050 le persone di 65 anni e più saranno tre volte più numerose dei giovani con meno di 15 anni. E questo non solo in Italia. A rifletterci, si tratta di un quadro dalle tinte fosche per le generazioni oggi giovani.
Le parole dell’Ecclesiaste sono indirizzate al giovane che reputa ancora lontano il momento di pensare a Dio, e la cui unica preoccupazione appare quella di vivere nella totale spensieratezza del presente: “Rallegrati pure …; segui pure le vie del tuo cuore e la visione dei tuoi occhi... Elimina dal tuo cuore la tristezza e allontana dal tuo corpo il dolore, perché la giovinezza e l'adolescenza sono vanità” (Ecclesiaste 11:9-10). Questi consigli rivolti ai giovani, con vena ironica, sono la descrizione del naturale modo di vivere della maggior parte di noi. Chi vorrebbe privarsi della gioia, conservare la tristezza e tenersi stretto il dolore? Solo un folle! Molti ritengono la vita un bene da godere, mentre a tutto il resto poi si penserà, tanto ci sarà il tempo. Chi, invece, riesce ad essere lungimirante sa invece che l’adolescenza e la giovinezza costituiscono il tempo prezioso in cui la nostra esistenza prende spessore e si gettano basi per il futuro, nonostante questo appaia sempre più precario. Resta ferma la verità che la Bibbia non condanna la gioia e il divertimento, basti pensare alla festa che il padre della parabola di Luca organizza per il figliol prodigo quando torna a casa, pentito della scelta fatta di allontanarsi. Dio si rallegra con noi.
Ricordati! Forse a qualcuno parrà impossibile, ma possiamo e dobbiamo vivere rallegrandoci, senza ignorare il Creatore. Il problema dell’uomo è che vuole gioire, rallegrarsi e divertirsi, ma senza tener conto del Signore e dei Suoi precetti. Vuole essere il padrone della propria esistenza, escludendo Chi gli ha donato la vita. Le difficoltà e le tribolazioni, che ciclicamente affrontiamo, dovrebbero favorire la riflessione e un cambio di atteggiamento. Purtroppo siamo qui a constatare che l’essere umano resta volutamente dimentichevole. Per aiutarci a rientrare in noi stessi, proprio come il figliol prodigo, le parole dell’Ecclesiaste esortano a considerare la vanità della nostra vita e a tener mente ai giorni tenebrosi che sono dietro l’angolo, senza dimenticare che viene il giorno in cui compariremo dinanzi al trono di Dio. Saggio colui che decide di non rimandare più. Questo è il senso di quel “prima” che ricorre per sei volte, perché se viene meno la forza fisica, mentale e spirituale sarà difficile poi darsi pensiero di Dio. L’Ecclesiaste ci parla di come sia importante il tempo di cui disponiamo e che passa in fretta. “Chi bada al vento non seminerà, e chi sta a guardare alle nuvole non mieterà” (11:4). Mettiamo da parte ogni condizionamento e torniamo a rallegrarci nel Signore per quanto fin qui ci ha provveduto. Oggi è il giorno.
Piano di lettura settimanale
della Bibbia n. 10
02 marzo Numeri 23-25; Marco 7:14-37
03 marzo Numeri 26-28; Marco 8
04 marzo Numeri 29-31; Marco 9:1-29
05 marzo Numeri 32-34; Marco 9:30-50
06 marzo Numeri 35-36; Marco 10:1-31
07 marzo Deuteronomio 1-3; Marco 10:32-52
08 marzo Deuteronomio 4-6; Marco 11:1-18




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