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Il nome di Dio

  • Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
    Elpidio Pezzella
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Quanto è magnifico il tuo nome su tutta la terra, o Eterno, Signor nostro, che hai posto la tua maestà al di sopra dei cieli!

Salmi 8:1



Il Salmo 8 è tra quelli in grado di sollevare la mia anima. Il suo testo riesce a descrivere perfettamente la mia condizione insignificante di granello microscopico al confronto con il Creatore, ma senza schiacciarmi. Ad esso sono legati ricordi ed esperienze personali. Con il salmista ho imparato a porre l’Eterno al di sopra di tutto, perché nonostante i miei limiti Egli si piega verso di me e mi eleva sull’opera delle Sue mani. Leggiamo una descrizione astronomica come un ricamo delle dita divine, sarà per questo che quando nel 1969 gli astronauti americani toccarono le sabbie lunari depositarono una lamina su cui era impresso proprio questo Salmo. Mentre scorri e fai tue le parole, la riflessione che scaturisce dalla contemplazione della creazione alimenta un desiderio di lode prorompente nel magnificare il Suo nome su tutta la terra. Magnificare è esaltare con parole di lode, è lodare in modo entusiastico. Non so se oggi il tuo cuore è disposto a tanto, e se non lo fosse, allora considera quel che Dio ha fatto attorno a te. Il salmista magnifica Dio nel considerare quanto grande Egli abbia reso lui.


Perché il Suo nome? Nel nome è racchiuso il suo essere e il suo agire. L’allocuzione Io sono colui che sono (Esodo 3:14) nel testo è riferito al tetragramma divino (YHWH), termine che non veniva mai pronunciato dagli Ebrei, nemmeno durante la lettura del testo biblico. Il tetragramma, attraverso il quale Dio si rivela, corrisponde a un nome verbo. Più che una rivelazione del nome misterioso di Dio, il testo afferma l’essere irraggiungibile e inconoscibile di Dio, un presente sempre in movimento, la cui azione è visibile e operante nella storia. Il salmo la contempla nel creato. Io sono YHWH, quindi non un vuoto appellativo incomprensibile, ma una presenza efficace e suprema che interviene al fianco del popolo con mano liberatrice. Da questa prospettiva la cognizione di Dio entra in una proiezione del tempo. Se ne ricava che non si ha un appellativo o un modo per identificare una figura, ma un modo per tener presente che Dio è Colui che è sempre vicino a noi. Ecco l’Io sono come Colui che è “essere” al presente e che lo sarà anche al futuro. Egli non è passato, poiché quando arriviamo al Suo cospetto tutto ciò che è passato non interessa più alla nostra vita. A noi deve interessare che Egli sia presente oggi e che intervenga nel nostro futuro.


Il Suo è un nome “non nome” che, nel testo ebraico, è espresso con una forma verbale che lega assieme presente e futuro. Alcuni ritengono che la traduzione corretta sia “Io sono quello che sarò con te”. Una presenza di Dio, quindi, attestata al presente, ma che continua ancora nel futuro. Per questo qualche traduttore opta per la forma abbreviata “Io ci sono sempre”. Non solo Egli è presente nel tempo, ma la Sua è presenza vicina, come l’amico nel momento del bisogno. Egli c’è! Allora loda, magnifica il Suo nome! Golia offese quel nome. Davide lo difese e ne fece motivo per combattere e abbattere il gigante. Tutte le volte che menzioniamo il Suo nome dovrebbe dispiegarsi un viale, un ponte e una strada d’amore, perché Dio si è rivelato a noi come Padre e ci ha manifestato tale amore. Appunto Padre, come Gesù ci ha insegnato a chiamarlo. Tutte le volte che lo nominiamo per altri intenti è “invano”, nel senso di irriverente, ipocrita e leggero. Non a caso nella preghiera modello del Padre Nostro, Gesù insegna: «Sia santificato il tuo nome» (Matteo 6:9).



Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 25

15 giugno Neemia 1-3; Atti 2:1-21

16 giugno Neemia 4-6; Atti 2:22-47

17 giugno Neemia 7-9; Atti 3

18 giugno Neemia 10-11; Atti 4:1-22

19 giugno Neemia 12-13; Atti 4:23-37

20 giugno Ester 1-2; Atti 5:1-21

21 giugno Ester 3-5; Atti 5:22-42

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IL MIO IMPEGNO

Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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