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La luce di Giovanni

  • Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
    Elpidio Pezzella
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Bisogna che egli cresca e che io diminuisca.

Giovanni 3:30 


 

Una lampada serve ad illuminare, e ciò che dovrebbe interessarci è l’intensità della luce che emana. Scrivo questo perché Gesù ha detto di Giovanni battista che “egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua luce” (Giovanni 5:35): prima “ardente” e poi “splendente”. Essere ardente vuol dire bruciare, emanare calore. Non tutti riescono a vedere, ma possono sentire, percepire il caldo, come quando ci esponiamo alla luce del sole. Da questa prospettiva, si potrebbe asserire che Dio non gradisce la luce fredda. Il termine “splendente” indica invece che emana luce, quindi che illumina e dirada il buio. Considerando che il Battista era la voce di uno che gridava nel deserto, potremmo ipotizzare che la luce si riferisca anche al parlare (insegnare) con chiarezza, tale da indicare la strada a chi l’ha smarrita. Inoltre, sia che pensiamo a lampade a combustione, sia a luci artificiali, tutte le fonti di luce hanno in comune una caratteristica: si consumano. Questo mi fa ritenere che le lampade accese “da” e “per” Dio non si sottrarranno dal consumarsi per gli altri, senza mai cercare uno splendore di gloria personale. Ogni buon cristiano non avrà ambizione di essere una stella del panorama ecclesiale, ma solo un pellegrino che si lasci guidare dalla “lucente stella del mattino” (Apocalisse 22:16).

 

La luce di Giovanni aveva un segreto. Per essere grandi bisogna prima di tutto essere e diventare ogni giorno più piccoli, proprio come ci dice il Vangelo e ci ricorda il sapiente: “Il timore dell’Eterno è scuola di sapienza, e l’umiltà precede la gloria” (Proverbi 15:33). Abbiamo necessità di un continuo bagno di umiltà, per calarci nell’esempio di Giovanni ed evitare di sostituirci al nostro Maestro. Siamo sempre più trascinati da una dilagante ideologia dell’avere e dell’apparire, che non sa minimamente guardare al cuore e sta contribuendo a un mondo con scarse virtù morali. La violenza crescente attorno a noi dice che saper mentire, mettersi in vista e farsi rispettare con la forza sono d’obbligo, altrimenti si è dei falliti. Si preferisce fuggire dagli insegnamenti e dai precetti biblici, perché ritenuti scomodi, non utili ai nostri comodi e alle nostre meschine esigenze. È sempre più rara la persona umile, che non giudica, non critica, non si vanta, non disprezza, non si esalta, non cerca la propria gloria. Sforziamoci di invertire la rotta, perché la felicità non è salire più in alto (sopra gli altri), ma servire chi ha bisogno. Il cristianesimo è sempre stato riconoscibile più per le azioni che per le parole. Ed è per questo che amiamo un Vangelo che ci sollecita a fare di più e a parlare di meno.

 

Jonathan Edwards, nel sermone Lampade ardenti e splendenti, afferma che “il vero prestigio e l’eccellenza del ministro del Vangelo consistono nell’essere, allo stesso tempo, una lampada ardente e splendente”. Anche oggi i ministri della Parola dovrebbero essere uomini che uniscono la luce con il calore, la ragione con la passione, il pensiero con il sentimento, la testa con il cuore, lo studio con l’adorazione! Giovanni, il battista, non si sottrasse, anzi “mortificò se stesso e rinunciò ai piaceri del mondo; si dedicò alla propria opera con grande diligenza e laboriosità; proclamò la Parola di Dio con imparzialità e senza fare distinzioni di sorta tra le persone; si mostrò umile rallegrandosi che l’onore di Cristo aumentasse e che la sua fama diminuisse, proprio come la stella mattutina sparisce mentre il sole comincia a sorgere; fu fedele e coraggioso nel predicare la verità anche a costo della vita. È così che la sua luce illuminò gli uomini”. Lascia che la tua luce brilli, se sei una candela in un angolo o un faro su una collina. Tu ed io non siamo la fonte di luce che potrà illuminare totalmente il mondo, ma fin dove arriva il nostro sguardo, la nostra visione, potremmo fare la nostra parte, perché “se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senza avere alcuna parte tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina con il suo splendore” (Luca 11:36).

 


Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 32

03 agosto Salmi 63-65; Romani 6

04 agosto Salmi 66-67; Romani 7

05 agosto Salmi 68-69; Romani 8:1-21

06 agosto Salmi 70-71; Romani 8:22-39

07 agosto Salmi 72-73; Romani 9:1-15

08 agosto Salmi 74-76; Romani 9:16-33

09 agosto Salmi 77-78; Romani 10

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Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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