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La mano invisibile di Dio

  • Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
    Elpidio Pezzella
  • 22 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Così mi sentii incoraggiato, perché la mano dell’Eterno, il mio Dio, era su di me, e radunai i capi d’Israele perché partissero con me.

Esdra 7:28



L’esperienza di Esdra, scriba e sacerdote, che ottiene il favore del re Artaserse per tornare da Babilonia a Gerusalemme e ricostruire il Tempio è accompagnata nel racconto biblico da un’espressione che rimanda altrove il nostro sguardo: la mano di Dio era su di lui (7:6). L’attore della storia e chi governa gli eventi è Qualcuno al di sopra del re e il cui intervento è rappresentato dalla mano. Da un punto vista fisico nulla di strano, la mano è semplicemente il palmo e le dita. Quindi Dio usa le mani. Nessuna novità se si pensa alla creazione dell’uomo impastato dal fango, al pari del vasaio nella cui bottega entra il profeta Geremia. Inoltre quando la Bibbia racconta che Dio libera il suo popolo dalla schiavitù e lo guida verso la libertà, dice che lo salva con “mano forte e braccio teso” (Salmo 136:12; Esodo 32:11). Per il lettore biblico la mano destra è segno di forza, sicurezza e vittoria. Infatti, la destra di Dio sostiene chi è stanco, rialza chi è caduto, difende chi è in pericolo. Quando tutto sembra in pericolo, la mano destra di Dio è salda, non ci lascia scivolare e ci ricorda che possiamo trovare sostegno e coraggio. La sinistra potrebbe invece farci pensare alla vicinanza e alla tenerezza, e il suo è un amore completo: forte e dolce insieme.


Dio non è soltanto potente, ma è anche attento e premuroso. Egli è quella chioccia che accoglie i pulcini sotto le sue ali. Come un genitore afferra le mani del proprio bambino per insegnargli a camminare, così Dio ci accompagna con pazienza. Quando diciamo “la mano di Dio” intendiamo qualcosa di profondo, dato che non ha un corpo come il nostro, si vuole spiegare che Dio agisce, interviene, accompagna e si prende cura delle persone. Le parole di Esdra, con cui abbiamo iniziato questa riflessione, ci assicurano che la Sua mano è all’opera anche quando non lo vedi, è all’opera quando non lo senti. Basta ricordare la storia di Ester e lo zio Mardocheo in Persia sotto la minaccia di genocidio architettato da Aman. Nell’intero libro non compare e non è nominato Dio in alcun modo, eppure è evidente come dietro agli incastri della storia ci sia una mano invisibile, che opera attraverso l’intervento dell’uomo e il processo storico testimoniando il “miracolo nascosto”, il che non ci rende marionette sul palcoscenico dell’esistenza. Desidero assicurarti per quanto mi è possibile che la mano invisibile di Dio è anche su di te: ti stringe e guida, ti incoraggia e protegge.


Il capitolo 33 di Esodo racconta di Mosè che chiede di vedere la gloria di Dio, ossia la Sua faccia. Il Signore non acconsente, ma gli dice di salire su una roccia, e al suo passaggio, lo avrebbe posto in una fenditura e coperto con la Sua mano. La mano di Dio nasconde e protegge. Nel tenerci nella Sua mano, Egli ha ormai impresso i nostri volti sul palmo (Isaia 49:16), anche il tuo. Anche quando non comprendiamo tutto, possiamo credere che una mano più grande ci avvolge. Come Dio usa le sue “mani” per amare, anche noi possiamo usare le nostre per fare del bene. Tutte le nostre azioni fanno uso delle mani, nel bene e nel male. Con esse possiamo costruire, aiutare, proteggere, proprio come Gesù, il quale poneva le Sue mani sui malati, o anche solo toccandole (Marco 6:5; 8:23). Altre volte ha allargato le braccia per accogliere, in altre occasioni le ha poste sui bambini per benedirli (10:16). Ai discepoli annunciò che le loro mani sarebbero state usate per guarire i malati (16:18). Ed è quello che è successo. Immagina questa mano all’opera nell’aiuto di un amico, nell’abbraccio di chi ti vuole bene, nella forza che trovi dentro di te quando tutto ti vorrebbe arreso. Se chiudi gli occhi, anche ora questa mano invisibile ti circonda. Abbi fede in Lui.

 


Piano di lettura settimanale           

della Bibbia n. 13

23 marzo Giosuè 13-15; Luca 1:57-80

24 marzo Giosuè 16-18; Luca 2:1-24

25 marzo Giosuè 19-21; Luca 2:25-52

26 marzo Giosuè 22-24; Luca 3

27 marzo Giudici 1-3; Luca 4:1-30

28 marzo Giudici 4-6; Luca 4:31-44

29 marzo Giudici 7-8; Luca 5:1-16

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IL MIO IMPEGNO

Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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