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Se Dio ha il controllo

  • Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
    Elpidio Pezzella
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Colui che protegge Israele non sonnecchierà e non dormirà.

Salmi 121:4



Ai giorni della regina Ester, sotto la dominazione persiana (tra il 539 a.C. e il 458 a.C.), gli Israeliti rischiarono di essere sterminati a causa di un complotto perpetrato da Aman. Solo la fedeltà di Dio, che si usa di Mardocheo prima e di Ester dopo, eluderà il piano di morte. Ogni tempo ha i suoi Aman, i quali con le loro decisioni mettono in pericolo la vita di molti, e finanche di popoli interi. Non solo minacce di guerre o conflitti, ma la spinta terroristica o il flagello della persecuzione, dazi commerciali o muri alle frontiere: difficile scegliere il male minore. Se includiamo poi la cattiva amministrazione locale all’origine di vari dissesti e possibili tragedie dei nostri giorni, il quadro assume tinte fosche. La saggezza popolare, dinanzi alle tragedie e alle carestie, recitava “finché c’è la salute…”. Purtroppo, a guardare i dati, anche questa scarseggia. Ogni famiglia ha imparato a fare i conti con malattie sempre più aggressive, che non fanno distinzione di età. C’è chi ritiene l’infermità ancella del ravvedimento, consegnataria di riflessione e a volte anche provocatrice di conversione. Lo spettro d’irrimediabili conseguenze, la paura di doversi separare dai propri cari, l’angoscia di lasciare i figli aprono voragini profonde anche nel cuore più duro e temprato. Nascono domande, si cercano risposte.


Situazioni che ci chiamano alla riflessione e dovrebbero indurci a una vita di relazioni più intense, meno superficialità e andature ridotte nel ritmo degli impegni. Per tanti resta ancora un tabù, eppure dovremmo familiarizzare con la morte. Ostile come concetto poiché non eravamo destinati alla morte, è sopravvenuta con la caduta dell’uomo: c’è una morte fisica, decretata dalla medicina. C’è anche la morte di quelli che non hanno fede alcuna (quelli che periscono); poi c’è la morte del credente. Una possibile definizione è la separazione dalla fonte della vita, per il credente Gesù. Lui è la fonte della vita e quando noi siamo più vicino a lui, anche se morti nella carne, siamo vivi perché al cospetto di Colui che è la fonte della nostra vita. La morte fisica colpirà tutti se il Signore non torna prima. L’apostolo Paolo nel parlarne dichiarava che era pronto “a disfare la sua tenda” (2Corinzi 5) e Pietro aveva consapevolezza dell’imminenza partenza (2 Pietro 1:14). Chi ha realizzato la fede in Cristo ha compreso che al di là della morte del corpo è più pericolosa quella che riguarda l’anima. C’è una parte eterna in ognuno di noi, quella parte che non invecchia, che non è consumata dallo scorrere del tempo. Questa, però, può essere uccisa dal peccato (Romani 6:23). Il peccato ci separa da Dio, ci porta via la speranza di una vita con Lui.


Ecco allora quanto è prezioso il tempo a nostra disposizione, e che è da miserabili sprecarlo o non farne un uso adeguato. Anche la Parola, volgendo uno sguardo sull’eternità, ci insegna un concetto che dovrebbe essere anche una nostra costante preghiera: “Insegnaci, o Dio, a contar bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio” (Salmo 90:12). Contare i nostri giorni non è semplicemente un calcolo aritmetico, ma è prendere coscienza del trascorrere del breve tempo che abbiamo a disposizione affinché ne facciamo un uso saggio. Solo un cuore saggio valuta con equilibrio la vita terrena e si prepara a vivere con altrettanta sapienza la vita eterna. Ho avuto modo di considerare che nella bibbia ebraica il termine “figlio” ha le stesse radicali del verbo “costruire”. Questo mi ha fatto immaginare i miei figli come degli edifici da costruire ed elevare verso il cielo. Nessuna costruzione stabile e resistente nel tempo potrà realizzarsi in poco tempo, senza cura e debita progettazione. Allora, ci dia il Signore la salute per edificare con saggezza anche coloro che ci sono affidati. Infine, se e quando poi la salute dovesse venir meno, la nostra preghiera sia che la Sua mano ci conduca verso una dignitosa fine, senza un inutile accanimento terapeutico.



Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 06

02 febbraio Esodo 29-30; Matteo 21:23-46

03 febbraio Esodo 31-33; Matteo 22:1-22

04 febbraio Esodo 34-35; Matteo 22:23-46 

05 febbraio Esodo 36-38; Matteo 23:1-22          

06 febbraio Esodo 39-40; Matteo 23:23-39

07 febbraio Levitico 1-3; Matteo 24:1-28

08 febbraio Levitico 4-5; Matteo 24:29-51

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IL MIO IMPEGNO

Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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