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  • Elpidio Pezzella

Un anno buono, utile e bello

Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.

Genesi 1:3-5

All’inizio di un nuovo anno, perché non partire dai primi versi della Bibbia per rimettere Dio al principio di ogni cosa? Nello stesso tempo riscopriamo che lo Spirito avvolgeva il tutto, quando la creazione ebbe inizio. Sì, Dio e lo Spirito, davanti, sopra e dentro noi. La prima azione creativa raccontata dal Genesi è la nascita del giorno e della notte, parti della stessa quotidianità. L’ordine sera e mattina, va oltre il mero computo del giorno, perché annuncia la vittoria della luce sulle tenebre e pone il Creatore al di sopra e al di fuori del tempo, quale Signore del tempo. La giornata raccontata da Genesi 1 gioca sul ritmo di notte e giorno, descrivendo simbolicamente anche la parabola dell’esistenza umana, appunto come un giorno, con la nascita di un venire alla luce, e la morte terminale al pari del calare della notte buia. Su tutto questo regna Colui che chiama all’esistenza e lo Spirito aleggia.


Lo schema narrativo dei giorni che si susseguono vede Dio in azione, e poi contemplare quello che è stato creato o separato. Ogni azione è seguita dal giudizio divino introdotto dalla formula: «E Dio vide…». Il vedere di Dio è un giudizio, una lode espressa dal lemma ebraico “tôv”, vocabolo difficile da tradurre in italiano e che contiene secondo gli studiosi della lingua tre aspetti da tenere insieme, e che andiamo brevemente a considerare.


1. Innanzitutto contiene un senso morale perciò viene reso con «buono». La luce e la creazione stessa sono una realtà interamente positiva, e Dio non può essere mai considerato l’autore del male, in quanto tutto ciò che fa è buono. Dopotutto Egli è ricco in bontà (Esodo 34:6), di una bontà grande (Salmi 31:19), nella sua natura è buono (1 Cronache 16:34; Salmi 136).


2. C’è poi un senso di carattere pratico o «utile», conforme al suo scopo. Questo sarebbe il significato primario. La creazione è “tôv” perché risponde al disegno per la quale è stata fatta, Dio l’ha pensata e creata per uno scopo preciso.


3. Infine contempla un senso estetico; non a caso il traduttore greco nella versione dei Settanta userà il termine kalòs = «bello». La creazione suscita in chi la contempla ammirazione e meraviglia. Non si dimentichi che la formula sopra ricordata mette in luce proprio il vedere: «E Dio vide…»; Dio stesso contempla visivamente, ammira la propria opera. Non restiamo stupiti e ammirati.


Dio vide quindi che era cosa buona, utile, bella. Genesi 1 non dev’essere considerata una narrazione di carattere storico o scientifico sulle origini del mondo. Abbiamo innanzi a noi un poema sul senso della creazione. Dire che il creato è «buono, utile, bello», significa invitare l’uomo a contemplarlo e a comprendere il disegno che vi sta dietro e a divenirne egli stesso parte. Proprio da qui vorrei iniziare il nuovo anno, accogliendolo come un dono del Creatore, “buono, utile e bello”, sgombrando il campo da ogni forma di pessimismo e dalla tentazione di non cogliere mai la parte migliore di quello che ci circonda o ci accade. L’Ecclesiaste riesce a sintetizzare il mio pensiero: “Egli ha fatto ogni cosa bella nel suo tempo; ha persino messo l’eternità nei loro cuori, senza che alcun uomo possa scoprire l’opera che Dio ha fatto dal principio alla fine. Ho così compreso che non c’è nulla di meglio che rallegrarsi e far del bene mentre uno vive; e che ogni uomo che mangia, beve e gode benessere in tutta la sua fatica, questo è un dono di Dio” (3:11-13).


Tutto ciò cui attribuiamo un valore negativo Dio riesce a vederlo da prospettiva diversa, e quando la visione è identica, Egli resta Colui in grado di trasformarlo e dargli nuovo valore. La bontà e la bellezza della creazione non può perdersi, ma costituisce l’essenza stessa del creato, e nessun «male» (il peccato o qualunque altra forma di «male») può eliminare. Mi dispiace ascoltare alcuni perennemente lamentarsi, descrivere tutto e tutti in termini fatalistici e che non riescono a godersi il presente, dono del Creatore. Il creato è realtà positiva perché è uscito dalla bocca e dalle mani di Dio; la Scrittura non dimenticherà mai questo principio. Certamente il termine ha un carattere morale «buono», un carattere estetico «bello» e un carattere pratico o «utile» in quanto conforme allo scopo. Ma a fondamento della bontà/bellezza vi sta lo sguardo amorevole di Dio che, come l’artigiano, vede e giudica l’opera delle Sue mani e se ne compiace.


Ah, siamo giunti a otto! E già. Quello che hai appena letto è il devotional che inaugura l’ottavo anno di meditazioni settimanali, accompagnate da un piano di lettura giornaliero della Bibbia. Con esso, permettimi di porgerti un fraterno abbraccio e di elevare per te e i tuoi cari una sincera preghiera per un 2023 “tôv”, “buono, utile e bello”, con l’aiuto e la protezione divina. Seguici e sostienici come meglio ritieni.



 

Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 1/2

01 gennaio Genesi 1-3; Matteo 1


02 gennaio Genesi 4-6; Matteo 2

03 gennaio Genesi 7-9; Matteo 3

04 gennaio Genesi 10-12; Matteo 4

05 gennaio Genesi 13-15; Matteo 5:1-26

06 gennaio Genesi 16-17; Matteo 5:27-48

07 gennaio Genesi 18-19; Matteo 6:1-18

08 gennaio Genesi 20-22; Matteo 6:19-34



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