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  • Immagine del redattoreElpidio Pezzella

Incoraggiamo i nostri figli

Figli, ubbidite ai genitori in ogni cosa, poiché questo è accettevole al Signore. Padri, non provocate ad ira i vostri figli, affinché non si scoraggino.

Colossesi 3:20-21

Non posso dire di essere un genitore perfetto, ma sia io che mia moglie ci sforziamo di manifestare ai nostri tre figli il nostro amore e assicurarli che possono rivolgersi a noi per ogni bisogno. Questo non esclude però che ci siano momenti di tensione e scontri accesi, soprattutto con i più grandi. Abbiamo da imparare, perché non si nasce genitori, ma lo si diventa ed ogni esperienza ci lascia nuove indicazioni. Sappiamo però quanto sia difficile e la cronaca ci tiene in costante fibrillazione. Ci sono alcune cose riguardo a Dio che dovremmo insegnare loro. Come un genitore amorevole Dio cerca sempre ciò che è meglio per i suoi figli, anche se e quando dovesse agire in contraddizione con le loro aspettative. Desidero perciò che oltre ogni umano limite i miei figli possano imparare a lasciare i propri piani per afferrare la volontà di Dio, senza aspettarsi che Li risponda proprio come hanno pregato. La fede è confidare nell’Eterno anche quando quel che accade non ha senso, è comprendere che una preghiera senza risposta non ha trovato ancora il tempo opportuno.


Nessuno è perfetto, pertanto i figli dovranno essere pronti a fare i conti con la delusione. Siamo umani, e di conseguenza commettiamo errori del continuo. Voglio che imparino a distinguere la loro frustrazione nei confronti dei credenti da quella verso Dio. Devono avere chiara la differenza tra Dio, il creatore perfetto, e la sua creazione imperfetta che ha un grande bisogno di un salvatore perfetto. Perciò prego che scelgano consapevolmente di avere una relazione personale con Dio, senza condizionamenti o filtri di terze persone. Al di là dell’opposizione che potranno incontrare, non hanno bisogno di cercare il consenso del mondo. Anche se possono essere derisi, l’amore di Dio è dalla loro parte e la loro vita nelle mani sicure e potenti di Dio. Ne siano certi!


Personalmente negli anni ho compreso che i miei dubbi anziché allontanarmi da Dio, in realtà mi avvicinavano. Infatti, mi hanno portato a studiare di più la Bibbia, che mi ha condotto più vicino a Lui. Per questo insegno loro che devono porsi domande se vogliono comprendere appieno. Non devono aver paura di mettere in discussione quel che sanno o di arrabbiarsi se non comprendono qualcosa. Sono sicuro che Dio troverà il modo per donargli le risposte che cercano. In questo modo sapranno perché credono quello in cui credono. Inoltre il desiderio di conoscere sempre di più su Dio crescerà man mano che andranno in profondità nelle Scritture. Il tempo che dedicheranno alla Parola contribuirà ad aprire il loro cuore.


Il cammino cristiano è angusto e tortuoso, ha le sue difficoltà, ma la Scrittura ci rassicura che Dio sarà al nostro fianco. Come genitori è più che importante. Alcuni ritengono che siccome hanno fede tutto sarà impeccabile e perfetto, ma non è così. Presto scopriranno che la vita continua, che le circostanze difficili non cessano e la sofferenza fa parte del viaggio. Il Vangelo non assicura che la vita sarà perfetta, ma che nella sua imperfezione abbiamo un Salvatore perfetto. Per questo non devono concepire la chiesa semplicemente come un edificio da praticare, ma come una famiglia da praticare il più possibile. Se prendono questa realtà a cuore, ogni aspetto della loro vita potrà diventare un campo di missione.


Per finire, dobbiamo legarli a Dio anziché a noi, incoraggiarli a riporre la loro vita nelle Sue mani e a fidarsi anche quando potrebbe apparire senza senso. Confidare in Dio in mezzo alla confusione è un atto di coraggio. Voglio che i miei figli abbiano fiducia in Dio per ciò che non possono vedere o comprendere, considerino il Signore come la bussola della loro vita, in grado di indirizzare ogni passo del loro cammino. Devono affrontare le loro giornate senza alcun timore di fallire. Ho sperimentato Dio sempre pronto ad accogliere, che mi ha donato l'opportunità di tornare a casa lasciandomi una porta sempre aperta. Tutti commettiamo errori, ma la bellezza della croce è che Gesù li ha espiati e che Dio ci perdona. Per questo i miei figli devono sapere che come sono sempre i benvenuti a casa tra le nostre braccia come tra quelle di Dio. Non importa quanto possa essere buio il sentiero della loro vita, quel che conta è che sappiano che la casa del Padre è sempre aperta.


 

Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 50

04 dicembre Ezechiele 47-48; 1Giovanni 3

05 dicembre Daniele 1-2; 1Giovanni 4

06 dicembre Daniele 3-4; 1Giovanni 5

07 dicembre Daniele 5-7; 2Giovanni

08 dicembre Daniele 8-10; 3Giovanni

09 dicembre Daniele 11-12; Giuda

10 dicembre Osea 1-4; Apocalisse 1


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