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Una predicazione potente

  • Immagine del redattore: Elpidio Pezzella
    Elpidio Pezzella
  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 3 min

… la mia parola e la mia predicazione non hanno consistito in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza…

1 Corinzi 2:4



L’ascolto della predicazione è essenziale per l’anima desiderosa e bisognosa di Dio. Eppure tante volte ascoltiamo un messaggio che lascia indifferenti, del quale non ci resta nulla. Sicuramente ci sono circostanze in cui la mente è altrove e neanche “i cori degli angeli e il fuoco dal cielo” riescono a catturare la nostra attenzione, tanto siamo sepolti dalle ansie e preoccupazioni. Altre volte nonostante il desiderio e il bisogno di una parola che alimenti la nostra speranza si resta profondamente delusi. Le parole dell’apostolo sono una chiara indicazione per chi è vocato all’annuncio, affinché la sapienza umana non abbia mai il sopravvento sull’azione dello Spirito necessaria a manifestare la potenza di Dio (v. 5). Non possono bastare l’arte oratoria e le più recenti tecniche di comunicazione per condividere un messaggio che lasci il segno. L’ho imparato presto, e nel tempo ho riconosciuto che ciò che fa la differenza è l’azione dello Spirito, che non basta invocare se poi non Si lascia agire ponendosi in riverente ascolto. Sono consapevole che sarà difficile per altri ammetterlo. Ciononostante non ho disdegnato affrontare un percorso accademico e coltivo tra le mie attitudini quella di mettermi costantemente in discussione.


Quando apriamo la Bibbia e vi cerchiamo solo quello che vogliamo vedere, essa perde il potere di trasformare; la zittiamo con i nostri pensieri e le nostre convinzioni. Accade che invece di trarre da essa un buon seme, fabbrichiamo munizioni da sparare o sassi da scagliare, che non avranno alcun impatto positivo sulla salute spirituale. Differentemente, quando lo Spirito ri-anima la Parola e il cuore dell’oratore si pone mansueto al Suo ascolto, il messaggio incoraggia e edifica. Chi ha la responsabilità della proclamazione deve porsi dinanzi alle Scritture senza fretta e/o condizionamenti esterni, ma affidarsi allo Spirito per ricercare esclusivamente quella “voce dolce e sommessa”. Una delle tentazioni del cristianesimo odierno è rincorrere il soddisfacimento della folla, proponendo un messaggio piacevole, che lasci un senso di gioia e susciti empatia nei confronti dell’oratore. Senza il fuoco bruciante, capace di penetrare alle radici del nostro essere, la predicazione si riduce a intrattenimento. La Parola predicata con il fuoco dello Spirito oltrepassa ogni forma di confusione e/o spettacolarizzazione, è interessata alla condizione miserabile del peccatore, è alimentata dalla compassione di Dio, mira a guarire le ferite, a riabilitare e introdurre nella famiglia dei santi senza alcuna fidelizzazione personale.


Altre volte si corre il rischio di cadere nella tentazione di provocare emozioni o reazioni che non sono frutto dell’azione dello Spirito. È già fin troppo triste assistere a chi, ciclicamente, auspica cambiamenti e presunti “risvegli” o vanta rivelazioni bibliche, che di solito arrivano d’oltreoceano e si diffondono attraverso qualche libro o video. Non vogliamo essere imprudenti, ma assumere esempio dall’atteggiamento dei bereani con la predicazione di Paolo (Atti 17:11): essi “controllavano” con la Scrittura, se quanto annunciato era veritiero. Oratore e ascoltatore hanno in comune l'onere di un costante rapporto con Dio (Romani 8:1-17) e con la Scrittura (Salmo 1:1-3). Occorre lavorare sulla nostra persona, applicarsi affinché ogni giorno noi diminuiamo e Lui possa crescere, perché chi ama veramente è disposto a rinunciare senza avanzare alcuna pretesa. Saranno poi i frutti a dare valore al nostro servizio, anche se i beneficiari non si esprimessero. Desidero però ricordare a chi è ascoltatore di non ignorare l’umanità di chi gli sta di fronte: sostieni chi ti serve amorevolmente con la preghiera, e se possibile esprimigli di tanto in tanto il tuo incoraggiamento. Personalmente ho ancora molto da imparare, e quel poco che è nelle mie conoscenze sono qui a condividerlo.

 


Piano di lettura settimanale

della Bibbia n. 28

06 luglio Giobbe 32-33; Atti 14

07 luglio Giobbe 34-35; Atti 15:1-21

08 luglio Giobbe 36-37; Atti 15:22-41

09 luglio Giobbe 38-40; Atti 16:1-21

10 luglio Giobbe 41-42; Atti 16:22-40

11 luglio Salmi 1-3; Atti 17:1-15

12 luglio Salmi 4-6; Atti 17:16-34

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IL MIO IMPEGNO

Per rispondere all’aspirazione e al desiderio di tanti onesti credenti di trafficare i talenti ricevuti, mi sono impegnato a formare uomini e donne fedeli per “un servizio che serve”, seguendo l’invito di Gesù (Mt 20:26-27). Il materiale proposto vuole offrire occasioni di formazione e crescita personale non da paventare ad altri, ma una condivisione per crescere assieme, lontani da polemiche, accuse e ogni forma di giudizio volto a alimentare dissidi e contese inutili. Io ci provo! 

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